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lunedì 26.04.2021

Rigenerazione ossea dentale: cos’è, come funziona e costi

rigenerazione ossea dentale

I nostri denti, a causa del processo di invecchiamento, di alcune patologie o di una forte proliferazione batterica, possono perdere col tempo la loro naturale conformazione ossea.

Questo determina la comparsa di ulteriori problemi, tra cui il ritiro del tessuto gengivale e della radice del dente.

In questi casi, è necessario intervenire il prima possibile attraverso un’opera di riempimento effettuato mediante l’innesto di materiale osseo chiamato anche rigenerazione ossea.

Si tratta sempre di materiale biocompatibile, che può avere diverse origini. In ogni caso, sarà il corpo stesso, una volta accolto “l’ospite”, a legarsi con esso attraverso un processo naturale.

Cos’è la rigenerazione ossea

La rigenerazione ossea è un intervento di chirurgia orale pre-implantare che viene effettuato prima del posizionamento di un impianto dentale, laddove la quantità e la qualità dell’osso non sono sufficienti a sostenere l’impianto.

Si ricorre a questo tipo di intervento ogni volta che vi è una consistente perdita del volume dell’osso della mascella o della mandibola.

Sarà il vostro dentista implantologo di fiducia a giudicare, attraverso i vari esami, se la vostra condizione permette l’inserimento di un impianto dentale senza ricorrere alla rigenerazione ossea.

Se l’impianto viene inserito dove l’osso non è sufficientemente resistente c’è il rischio che l’intervento non vada bene e l’impianto non rimanga al suo posto. In questi casi si parla di rigetto dell’impianto dentale.

➡ Vuoi approfondire: esiste il rigetto dell’impianto dentale: cause e sintomi

Quali sono le cause della perdita dell’osso mascellare e mandibolare

La perdita di un dente è la causa più comune di deterioramento del tessuto osseo.

Venendo meno la necessità di sostenere un dente, infatti, il nostro organismo non rigenera più la struttura ossea portante che, con il passare del tempo, tende a scomparire.

Oltretutto l’osso ha dei mascellari viene costantemente stimolato attraverso la masticazione e questo provoca una rigenerazione ossea naturale.

Se il paziente soffre di edentulia totale o parziale questo processo non può avvenire e di conseguenza l’osso tenderà a ritirasi e diminuire.

Anche un’infezione batterica, o una più comune gengivite, possono determinare la perdita dell’osso o la sua mancata rigenerazione.

I batteri, infatti, si posizionano tra il dente e la parete ossea e lì cominciano a proliferare, intaccando il legame che lega queste due parti del nostro corpo.

Anche per questi motivi è fondamentale tenere sempre una corretta igiene orale e sapersi lavare i denti nel modo corretto.

Quando è necessario effettuare la rigenerazione ossea

È necessario ricorrere alla rigenerazione ossea tutte le volte in cui c’è la necessità di mettere delle protesi dentali fisse su impianto e la quantità d’osso non è sufficiente a sostenerlo.

Infatti, gli innesti in titanio degli impianti devono avere delle fondamenta solide a cui aggrapparsi.

Prima di un intervento di questo tipo, dunque, la rigenerazione ossea diventa un alternativa molto valida, altrimenti il paziente no potrebbe mettere l’impianto e dovrebbe ricorrere alle più scomode protesi mobili.

Tra i casi più gravi, in cui è necessario ricorrere alla rigenerazione dentale ossea, possiamo elencare:

 

Quali sono i tipi di osso per la rigenerazione ossea dentale

Il tessuto osseo utilizzato durante l’intervento di rigenerazione è quasi sempre di origine biologica.

Questo perché le strutture coinvolte nell’operazione, ossia gengive, polpa e radice, devono essere in grado di accogliere il nuovo materiale e legarsi ad esso.

Gli innesti possono essere

  • Autologo: il tessuto osseo viene prelevato dallo stesso paziente a cui viene innestato (auto innesto). Il tessuto può essere prelevato dalla mandibola, dalla mascella o da altre zone come il bacino.
  • Eterologo: il tessuto osseo viene prelevato da animali compatibili. il tessuto osseo eterologo più utilizzato è quello bovino deproteizzato, ovvero privato della parte organica tramite un processo di liofilizzazione al fine di limitare la possibilità di rigetto.
  • Omologo: il tessuto osseo viene preso da un altra persona e non dallo stesso paziente. Esistono delle vere e proprie banche dell’osso.

La soluzione più semplice consiste nell’utilizzo di tessuto autologo.

In questo caso la quantità di materiale osseo necessaria viene prelevata direttamente dal paziente, questo riduce notevolmente il rischio di un rigetto da parte del corpo.

Di solito proviene dalla regione del bacino, spesso dall’anca ma si può anche estrarre del tessuto osseo dalla regione mandibolare o mascellare.

È il tipo di intervento meno rischioso in termini di compatibilità ma richiede l’anestesia totale.

Spesso, però, il paziente non può sottoporsi a questo tipo di sedazione, oppure, per motivi di età, il tessuto osseo da lui ricavato potrebbe non essere la scelta giusta.

Qualora non fosse possibile prelevare il materiale dal paziente stesso, si ricorre all’osso eterologo.

Come già anticipato nel caso in cui non si possa optare per queste due soluzioni si può ricorrere alla Banca delle cellule e del tessuto muscolo-scheletrico (BTM).

Come avviene l’intervento di rigenerazione ossea

rigenerazione ossea denti

L’intervento di rigenerazione ossea avviene solitamente in anestesia locale ma ci sono dei casi in cui potrebbe essere necessario ricorrere all’anestesia generale.

Il chirurgo maxillo facciale, una volta prelevato il tessuto osseo, provvede a inserirlo laddove verranno poi inseriti gli impianti dentali.

L’intervento ha una durata di circa 2 ore.

I tempi di ripresa sono soggettivi a seconda delle condizioni di salute del paziente e dei fisiologici tempi di recupero.

Gli impianti dentali verranno messi in un secondo momento in quanto generalmente ci vogliono circa 6 mesi per una completa rigenerazione fisiologica dell’osso.

La riabilitazione dopo l’intervento

Qualunque sia il tipo di tessuto osseo utilizzato durante l’intervento, il nostro corpo può impiegare fino a sei mesi per assorbire completamente il materiale.

Durante questo periodo sono necessari alcuni accorgimenti per favorire il naturale processo di cicatrizzazione.

Per prima cosa, bisogna seguire una dieta semiliquida, almeno per le prime settimane.

La parte sottoposta all’intervento può risultare debole durante i primi giorni ed è bene non affaticarla con la masticazione.

Evitare fumo, alcol e cibi troppo zuccherini che possono contribuire alla nascita di batteri è essenziale per non rischiare di rovinare da subito il tessuto appena sottoposto a intervento.

L’igiene orale, poi, deve essere eseguita con cura, evitando di passare con troppo forza attorno alla regione appena operata.

Alternative alla rigenerazione ossea

Oltre alla rigenerazione ossea ci sono altre procedure di implantologia che permettono di inserire un impianto dentale quando manca l’osso.

Tra questi non possiamo fare a meno di menzionare gli impianti zigomatici.

Se hai bisogno di mettere un impianto dentale per ritrovare il sorriso puoi passare presso il nostro studio dentistico Ireosdental a Firenze.

La nostra struttura è organizzata per fornire cure odontoiatriche a pazienti provenienti da tutta Italia garantendo la massima qualità e la minima spesa.

Se vuoi approfondire ancora alcuni aspetti di implantologia e sugli impianti dentali ti consigliamo anche la lettura di:


Faq: Domande frequenti sulla rigenerazione ossea

Quanto costa una rigenerazione ossea dentale?

Un intervento di rigenerazione ossea ha un costo che varia tra le 400 € per la rigenerazione con particolato osseo di un singolo alveolo ( la cavità che rimane dopo l’estrazione del dente) e membrana per arrivare fino a un costo di 2400 € per la rigenerazione di casi con gravi difetti verticali e orizzontali

Come avviene la rigenerazione ossea dentale

La rigenerazione ossea avviene in anestesia generale.

In caso di innesto autologo il chirurgo si occupa di prelevare il tessuto da una zona del corpo orale (mascella e/o mandibola) o extra orale (es. bacino) e lo innesta nella zona dove manca l’osso.

Dopo sei mesi, tempo necessario per una completa rigenerazione ossea, verrà fissato l’intervento per l’inserimento degli impianti dentali.

Con la rigenerazione ossea perdi prima l'impianto dentale

Molti pazienti ci chiedono che con la rigenerazione ossea ci sia più rischio di perdere un impianto.

La risposta è no.

Se l’intervento viene fatto da personale competente con le giuste tecniche di rigenerazione il risultato sarà una valida e solida base per l’innesto degli impianti dentali.