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Pubblicato: venerdì 31.10.2025.

Denti Sensibili: cause, rimedi e prevenzione

Denti sensibili al caldo e freddo

La sensibilità dentale, conosciuta anche come ipersensibilità dentinale, è un disturbo molto diffuso che può rendere anche le azioni più semplici — come bere una bevanda fredda o gustare un caffè caldo — estremamente fastidiose. Si manifesta con un dolore acuto e improvviso, dovuto all’esposizione della dentina, lo strato interno del dente situato sotto lo smalto.

La dentina è attraversata da microscopici tubuli dentinali che contengono un fluido in grado di trasmettere rapidamente gli stimoli termici o chimici verso le terminazioni nervose della polpa. Quando questi tubuli rimangono scoperti, il contatto con cibi o bevande troppo caldi, freddi, dolci o acidi può innescare una reazione dolorosa.

Le cause più comuni della sensibilità dentale includono uno spazzolamento troppo energico, recessione gengivale, bruxismo (digrignamento dei denti), usura dello smalto o la presenza di carie. Tuttavia, dietro questo fastidio possono celarsi anche patologie gengivali o dentali più complesse che richiedono una valutazione professionale.

Questo articolo, redatto dal dottor Giuseppe Genzano, dentista con oltre 30 anni di esperienza, ha l’obiettivo di spiegare in modo chiaro cos’è l’ipersensibilità dentinale, quali sono le sue cause, e come prevenirla o curarla efficacemente attraverso trattamenti professionali e corretti comportamenti quotidiani.

Cos’è l’ipersensibilità dentinale

Il problema dei denti sensibili

L’ipersensibilità dentinale, chiamata anche sensibilità dentale o denti sensibili, è un dolore acuto, breve e violento, che si verifica quando la dentina entra in contatto con cibi caldi, freddi, dolci o acidi, sollecitando in modo nocivo le fibre nervose all’interno del dente.

La sensibilità dentale può essere innescata anche da altri stimoli negativi come: uno spazzolamento troppo energico durante la pulizia dei denti, un’eccessiva pressione durante l’attività masticatoria e il contatto con bevande troppo calde o troppo fredde.

Cause dei denti sensibili

Le cause che portano la dentina a essere esposta a uno stimolo esterno sono diverse, tra cui:

  • Placca e tartaro: una cattiva igiene orale porta alla formazione di placca batterica e di tartaro che premono sulle gengive sviluppando un infiammazione. A causa di questo processo la dentina, presente al di sotto del tessuto molle, viene esposta producendo il dolore e il fastidio.
  • Usura dello smalto: la riduzione dello smalto sui denti, dovuto a fattori abrasivi o erosivi, come l’abitudine di digrignare i denti (bruxismo) o i problemi di malocclusione dentale, può portare a ipersensibilità dentinale.
  • Alimentazione scorretta: altro aspetto da considerare è un profilo alimentare che prevede la presenza di cibi con elevate quantità di zuccheri e l’utilizzo di bevande gassose.
  • Carie profonda o in stato avanzato (a seconda della soglia di sensibilità del paziente);
  • Reflusso gastrico: la riduzione dello smalto può essere causata anche da patologie gastriche come nei soggetti che soffrono di reflusso, con la conseguenza di esporre la dentina.
  • Patologie dei denti: l’ipersensibilità dentinale si verifica spesso negli individui che soffrono di parodontite o di altre malattie che determinano l’esposizione delle radici dentali.
  • Prodotti aggressivi: spesso anche se si ha una corretta igiene orale si può soffrire di sensibilità dentale, soprattutto se si utilizzano prodotti che contribuiscono a ridurre lo smalto. Un esempio sono alcune tipologie di gel o di paste sbiancanti che hanno un fattore abrasivo elevato, ma anche i dentifrici che contengono particolari sostanze chimiche aggressive.
  • Dentifrici sbagliati: prodotti che contengono sostanze troppo abrasive, scopri come scegliere il miglior dentifricio per i tuoi denti.
  • Recessione gengivale: sviluppata a causa di uno spazzolamento troppo aggressivo, da un modo non corretto di lavarsi i denti (scopri come lavarsi i denti nel modo corretto), oppure da infiammazione gengivale;
  • Trattamenti di pulizia professionale: spesso il verificarsi della percezione dolorosa alla base dei denti si verifica anche dopo una seduta dall’odontoiatra finalizzata allo sbiancamento o alla pulizia del cavo orale. In questo caso, se non vi sono altri fattori, il fastidio scomparirà nel giro di qualche giorno.
  • Frattura dentale: si dovranno considerare anche eventuali situazioni che producono danni diretti alla bocca, con la conseguenza di esporre le radici del dente agli agenti esterni.
  • Uso non corretto del filo interdentale

Quali sono le Malattie associate ai denti sensibili

I denti sensibili non sono solo un fastidio temporaneo: in alcuni casi possono essere il segnale di una o più patologie del cavo orale che richiedono una diagnosi accurata. Quando la ipersensibilità dentinale si presenta in modo frequente o persistente, è importante rivolgersi al proprio dentista di fiducia per individuarne la causa e intervenire correttamente.

Tra le principali malattie associate ai denti sensibili troviamo:

  • Bruxismo: è l’abitudine involontaria di digrignare i denti, spesso durante il sonno. Questa condizione provoca un’eccessiva usura dello smalto e l’esposizione della dentina, favorendo la comparsa di dolore e ipersensibilità dentinale.
  • Carie dentale: quando una carie raggiunge gli strati più interni del dente, la dentina e la polpa vengono coinvolte, generando dolore acuto e denti sensibili al caldo, al freddo o ai cibi dolci.
  • Gengivite: l’infiammazione delle gengive può causare retrazione gengivale e conseguente esposizione del colletto dentale, zona molto sensibile agli stimoli esterni.
  • Pulpite: è l’infiammazione della polpa dentale, la parte più interna e vascolarizzata del dente. Si manifesta con un dolore intenso e pulsante che può accentuarsi in presenza di stimoli termici o di pressione.

È importante ricordare che questo elenco non è esaustivo: i denti sensibili possono essere collegati anche ad altre patologie dentali o sistemiche. In presenza di fastidio o dolore persistente, è sempre consigliabile effettuare una visita odontoiatrica per escludere cause più gravi e intraprendere la cura più adatta al proprio caso.

Denti Sensibili: cosa provoca l’erosione dello smalto?

Lo smalto dentale è lo strato più esterno della struttura di un dente, è un tessuto mineralizzato molto duro che ha il compito di proteggere il dente dagli agenti esterni.

Subito sotto allo smalto troviamo la dentina, un tessuto osseo di colore giallognolo anch’esso molto resistente, che si occupa di proteggere la polpa dentale dagli agenti esterni e dalle variazioni di temperatura.

Quando smalto e dentina si assottigliano, gli stimoli nocivi raggiungono direttamente la polpa dentale provocando dolore e ipersensibilità dentinale, essendo la polpa una struttura ricca di terminazioni nervose.

Le cause più comuni per il quale lo smalto si usura sono:

  • Naturale usura a causa dell’invecchiamento;
  • Bruxismo;
  • Acidi prodotti dalla placca batterica;
  • Eccessivo consumo di cibi acidi (arance, tè, limone, bevande gassate, pompelmi, pomodori ecc.)
  • Prodotti sbiancanti aggressivi;
  • Errato uso dello spazzolino.

Recessione gengivale: il motivo dei denti sensibili

L’erosione dello smalto e della dentina sono o una delle maggiori cause dell’ipersensibilità dentinale, ma non sono l’unico motivo.

La recessione gengivale, chiamata anche retrazione gengivale, è sicuramente una delle maggiori cause dei denti sensibili accompagnata spesso da gengive infiammate e/o gonfie.

Quando le gengive si ritirano il colletto dei denti rimane scoperto lasciano esposta la dentina agli stimoli negativi come caldo, freddo o pressione.

Gli stimoli vengono trasmessi ai nervi pulpari, attraverso i tubuli contenuti nella dentina, provocando ipersensibilità dentinale, forti dolori e mal di denti.

Come curare i denti sensibili

Quando si avverte dolore o fastidio ai denti, soprattutto in risposta a stimoli come caldo, freddo o dolce, è importante non sottovalutare il problema. La prima cosa da fare è rivolgersi al proprio dentista di fiducia, che attraverso una visita accurata potrà individuare la causa dell’ipersensibilità dentinale e consigliare la terapia più adatta.

Durante la visita, il dentista verificherà l’assenza di cause patologiche come la parodontite, la presenza di carie, fratture dentali o altre condizioni che possono compromettere la struttura del dente e favorire l’esposizione della dentina. Se viene individuata una patologia, sarà il dentista a stabilire il trattamento più appropriato per eliminarla e, di conseguenza, risolvere anche la sensibilità.

In assenza di problemi gravi, il trattamento dell’ipersensibilità dentinale mira a rinforzare lo smalto e a proteggere la dentina esposta. Per farlo, si utilizzano spesso dentifrici e collutori specifici che contengono sostanze mineralizzanti come il fluoro, l’arginina o il nitrato di potassio. Questi principi attivi aiutano a ridurre la trasmissione degli stimoli dolorosi e favoriscono la remineralizzazione dello smalto.

Il fluoro svolge un ruolo fondamentale perché contribuisce a rendere lo smalto più resistente agli attacchi acidi, mentre il nitrato di potassio agisce direttamente sui tubuli dentinali, diminuendo la sensibilità. Anche l’uso di gel professionali o vernici al fluoro applicate in studio può offrire risultati immediati e duraturi.

Nei casi di bruxismo, il dentista può consigliare l’utilizzo di un bite antibruxismo, un dispositivo in resina o gomma che si indossa generalmente di notte. Il bite impedisce il digrignamento dei denti e previene l’usura dello smalto, riducendo così il rischio di dolore e sensibilità.

Per chi soffre di carie, gengivite o pulpite, è necessario intervenire con una cura mirata della patologia di base: la risoluzione della sensibilità sarà una conseguenza diretta del trattamento della malattia che l’ha provocata.

Infine, la prevenzione quotidiana è essenziale. Una corretta igiene orale — che includa l’uso di uno spazzolino a setole morbide, di dentifrici delicati e del filo interdentale — aiuta a mantenere gengive sane e a proteggere lo smalto. È consigliabile evitare o ridurre il consumo di bevande acide o dolcificate come vino, aceto, bibite gassate e succhi zuccherati, che nel tempo possono favorire l’erosione dello smalto.

Curare i denti sensibili significa prendersi cura della propria salute orale in modo completo: una buona prevenzione, associata a controlli periodici e a un approccio personalizzato, permette di ritrovare comfort e benessere, riducendo sensibilmente il rischio di dolore e complicanze future.

Cosa fare in caso di ipersensibilità dentinale: il ruolo del dentista e le cure

I sintomi di ipersensibilità dentinale possono verificarsi in modo sporadico, oppure presentarsi ogni volta che si è in contatto con un particolare stimolo.

In ambedue i casi potrà essere utile verificare se si soffre di una forma di eccessiva sensibilità.

In questa prospettiva, sarà necessario rivolgersi a un dentista, richiedendo un controllo del cavo orale e sottoponendosi a un test per l’ipersensibilità.

Quello più comune è l’Air Blast Test, che si pratica sottoponendo la parte interessata prima a un getto d’aria fredda e successivamente utilizzando una siringa d’acqua.

Il dentista valuterà in base a una serie di parametri la percezione dolorosa.

Una volta attestata la presenza di un ipersensibilità dentinale, l’azione dell’odontoiatra sarà focalizzata a comprendere se le cause sono collegate a una patologia, o se il presentarsi del dolore è la conseguenza di una serie di atteggiamenti scorretti da parte del paziente.

In base alla diagnosi si potrà intervenire con cure che potranno essere effettuate a casa, o con un intervento successivo dell’odontoiatra.

Come curare i denti sensibili a casa

I trattamenti a casa hanno come principio attivo quello di aiutare il corpo a sigillare di nuovo la dentina.

Sarà quindi possibile utilizzare diversi prodotti che contengano, per esempio nitrato di potassio, carbonato di calcio, fluoro e arginina, sostanze che interverranno direttamente sul dente.

Si utilizzeranno appositi dentifrici realizzati con una percentuale elevata di questi elementi e che avranno una doppia efficacia sia con un’azione di pulizia del dente, sia per fornire le sostanze necessaria a sigillare la dentina.

Possono essere impiegati anche dei collutori che contengono alte percentuali di cloruro e di fluoruri con applicazioni che dovranno essere effettuate ogni giorno con una frequenza che varia in base alla gravità dell’ipersensibilità.

Inoltre, sarà possibile anche applicare dei gel a base di fluoro molto utili per un’azione localizzata.

Infine, verrà richiesto una particolare attenzione all’utilizzo degli strumenti per la pulizia come gli spazzolini, richiedendo l’impiego di setole più morbide ed eliminando quei prodotti che possono essere causa di abrasione.

Prevenzione dei denti sensibili

Curare l’ipersensibilità dentinale non deve essere considerata un’opzione, ma una priorità, al fine di intervenire in tempo sulle cause collegate ed eliminarle.

Rivolgersi a un odontoiatra è essenziale al fine di comprendere quali sono stati i motivi che hanno portato a questa sensazione di fastidio e curarla.

Inoltre, sarà importante seguire una serie di regole, come consigliato dagli odontoiatri, utili per prevenire l’ipersensibilità dentinale.

Tra i principali suggerimenti vi è quello di porre attenzione all’igiene orale, impiegando solo prodotti adeguati e con un basso impatto abrasivo.

Inoltre, sarà importante avere un’alimentazione sana ed effettuare regolari controlli presso il proprio dentista di fiducia.


Faq: Faq: Domande frequenti sulla sensibilità dentale

Quali sono le differenze tra sensibilità dei denti e nevralgia dentale?

La sensibilità dentale è una reazione dolorosa dovuta a stimoli termici, chimici o meccanici che raggiungono la dentina esposta, provocando un dolore breve ma intenso. La nevralgia dentale, invece, è un dolore di tipo neuropatico, causato da un’infiammazione o irritazione del nervo, e può persistere anche in assenza di stimoli. In sintesi, la sensibilità interessa il dente, mentre la nevralgia coinvolge il sistema nervoso.

Perché ho i denti sensibili al dolce?

La sensibilità ai cibi dolci è dovuta all’erosione dello smalto e all’esposizione della dentina. Gli zuccheri e gli acidi contenuti negli alimenti abbassano il pH della bocca, favorendo la demineralizzazione dello smalto. Quando la dentina rimane scoperta, gli stimoli raggiungono i nervi, generando dolore o fastidio.

La gravidanza può rendere i denti più sensibili?

Sì. Durante la gravidanza, i cambiamenti ormonali possono influenzare la salute gengivale e aumentare la sensibilità dei denti. È possibile avvertire fastidio al caldo o al freddo e una maggiore predisposizione al sanguinamento gengivale. Una corretta igiene orale, l’uso di dentifrici per denti sensibili e controlli regolari dal dentista aiutano a mantenere la salute orale in questo periodo.

 

Quali sono i rimedi naturali per la sensibilità dentale?

Alcuni rimedi naturali possono alleviare temporaneamente il fastidio, come sciacqui con acqua tiepida e sale o infusi lenitivi a base di camomilla o malva. Tuttavia, questi metodi non risolvono la causa del problema. È sempre necessario consultare il dentista per una valutazione accurata e un trattamento mirato.

 

Quanto dura la sensibilità dentale dopo una pulizia professionale?

Dopo una seduta di igiene orale o uno sbiancamento dentale, può comparire una leggera sensibilità che dura da 24 a 72 ore. È una reazione temporanea legata all’esposizione della dentina. Il fastidio può essere ridotto usando dentifrici desensibilizzanti e collutori al fluoro.

 

È possibile prevenire i denti sensibili?

Sì, la prevenzione è fondamentale. Bisogna mantenere una corretta igiene orale, utilizzare uno spazzolino a setole morbide, dentifrici poco abrasivi e limitare il consumo di bevande acide o zuccherate. Visite regolari dal dentista permettono di individuare precocemente problemi come erosione dello smalto o recessione gengivale.

 

Quali dentifrici sono consigliati per i denti sensibili?

I dentifrici per denti sensibili dovrebbero contenere fluoro, nitrato di potassio, arginina o fosfato di calcio. Questi ingredienti rinforzano lo smalto e sigillano i tubuli dentinali, riducendo la trasmissione degli stimoli dolorosi. È sempre consigliabile scegliere il prodotto su indicazione del proprio dentista.

 

Quando è necessario rivolgersi al dentista per la sensibilità dentale?

È opportuno consultare il dentista se la sensibilità persiste per più di una settimana, se il dolore è intenso o si manifesta senza stimoli. Potrebbe trattarsi di carie, recessione gengivale o parodontite. Una visita odontoiatrica consente di individuare la causa e impostare la terapia più efficace.

 

Il bruxismo può causare denti sensibili?

Sì. Il bruxismo, cioè il digrignamento involontario dei denti, provoca l’usura dello smalto e l’esposizione della dentina, aumentando la sensibilità. L’uso di un bite personalizzato aiuta a proteggere i denti, ridurre la pressione e prevenire ulteriori danni.