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lunedì 27.04.2020

Cos’è il tartaro?

rapprensentazione di un sorriso con denti bianchi e sani

Sono ​depositi minerali​ che aderiscono fortemente al dente a dare vita al tartaro, elemento non rimovibile con lo spazzolino.

Solo ​l’intervento di un dentista o di un igienista dentale ​può assicurare la rimozione del tartaro, grazie a strumenti appositi, mediante un processo detto detartrasi o ablazione tartaro.

La ​colorazione ​del tartaro è ​giallognola​, ma in rari casi può anche assumere colori che vanno dal ​bianco ​al ​grigio scuro​; questo fattore è dipeso dalle varie sostanze con le quali entra in contatto.

Tipologie di tartaro ai denti

Possiamo suddividere due tipologie di tartaro, a seconda della sua collocazione:

  • Il tartaro posizionato sulla​ ​parte esterna dei denti​: si forma facilmente e si manifesta sotto forma di piccole incrostazioni bianche o giallognole sul dente.
  • Il tartaro posizionato sotto la gengiva​: si colloca all’interno delle tasche parodontali e ha una colorazione rossiccia a causa delle piccole emorragie gengivali.

Il tartaro appartenente alla seconda tipologia non è da sottovalutare, è spesso origine di malattie quali la parodontite​.

Anche se in un primo momento non si manifesta palesemente, i suoi danni possono essere incisivi; questi batteri depositati possono essere tossici per i tessuti molli. Questo tartaro solitamente comporta ​alitosi​.

La presenza di tartaro in bocca è alla base della formazione di ​carie​.

Come si forma il tartaro nei denti?

I residui di cibo, depositati in bocca, vengono attaccati dai batteri, formando così ​una patina incolore ​sulla superficie dei denti, chiamata anche placca batterica o placca dentale.

Placca e tartaro vanno a braccetto: la placca non rimossa con la tipica igiene orale quotidiana, calcificandosi, darà vita a depositi di tartaro.

Sali calcarei e fosfati presenti nella saliva si associano alla placca e formano una specie di incrostazione dura. E’ per tale motivo che i depositi, solitamente, si collocano​ vicino alle ghiandole salivari.

Per combattere l’azione dei batteri, la gengiva tende a gonfiarsi e a staccarsi dal dente; così facendo, si crea un solco gengivale sempre maggiore, fino a formare una tasca, la quale sarà luogo di deposito di tantissimi batteri presenti nel cavo orale.

Questi microrganismi patogeni non necessitano di ossigeno per vivere, riescono a proliferare nella tasca parodontale​ e i danni che causano sono molto seri per le strutture di sostegno del dente.

Inizialmente, si percepisce una mobilità dei denti maggiore seguita dal  sanguinamento delle gengive e dolore su tutta la parte, fino alla definitiva perdita del dente.

In casi peggiori, l’infezione può diffondersi e raggiungere anche altri tessuti o organi.

Come prevenire il tartaro

La prevenzione ha un ruolo fondamentale, valutando le serie conseguenze, a livello estetico, psicologico ed economico, generate dalla perdita prematura dei denti.

Le seguenti regole igieniche valgono anche per tutte le altre patologie dentali e gengivali.

Ricordiamo le principali regole di pulizia dei denti:

  • Lavare i denti dopo ogni pasto​ per eliminare subito i residui di cibo e prevenire la formazione della placca.
  • Utilizzare ​spazzolino e dentifricio di buona qualità​. Un nostro articolo potrà esserti di aiuto su quale spazzolino preferire, se elettrico o manuale.
  • Utilizzare il filo interdentale​ ​o lo scovolino​: i piccoli spazi collocati tra un dente e l’altro possono accogliere residui di cibo e, di conseguenza, anche batteri. Se non vengono rimossi, possono causare seri danni, quindi è fondamentale fare uso di questi strumenti almeno una volta al giorno.

➡ Vuoi approfondire :Pulizia dei denti: consigli per la detartrasi fai da te

➡ Vuoi approfondire :Perché dobbiamo lavare i denti 3 volte al giorno

➡ Vuoi approfondire : Pulizia dentale – Igiene orale come e quando farla

Da abbinare ad una corretta ​igiene orale quotidiana​, vi sono le visite di ​controllo, da effettuare ogni 6-12 mesi ​a seconda della situazione clinica individuale.

Evitare l’assunzione di determinati alimenti, che ​favoriscono la formazione di placca​, è sempre di buon aiuto; tra questi dolci, caramelle e bevande zuccherate sono l’esempio per eccellenza.

In tutti i casi, ricordati sempre di lavarti i denti in maniera accurata, soprattutto se non hai resistito ai cibi sopra citati!

Ablazione tartaro per eliminare il tartaro già formato

Si tratta del processo per eliminare il tartaro: la detartrasi avviene manualmente, e solitamente viene eseguita da un dentista o da un igienista dentale, in uno studio medico; gli strumenti utilizzati si chiamano ​ablatori​.

In pratica, sfruttando ​degli ultrasuoni​, producono vibrazioni, capaci di rimuovere le incrostazioni calcaree dai denti.

Esistono anche i cosiddetti curettes​, che servono ad eliminare il ​tartaro sub-gengivale​: sono strumenti dotati di differenti  forme, che hanno lo scopo di raggiungere tutti gli spazi interdentali più inaccessibili.

Infine, si mette in atto la ​lucidatura dei denti​, tecnica grazie alla quale si riduce il rischio di infiammazioni gengivali.

Questa ​visita di rimozione ​è consigliata ​ogni 6-18​ mesi, a seconda della situazione clinica del paziente, soprattutto in base alla rapidità di sviluppo e deposito del tartaro, fattore molto personale.

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