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Pubblicato: venerdì 27.03.2026.
Ultimo aggiornamento: domenica 01.03.2026

Impianti dentali e osteoporosi: si possono fare? Rischi, farmaci e valutazione

mettere l'impianto dentale con l'osteoporosi

Si possono mettere gli impianti dentali con l’osteoporosi?

Nella maggior parte dei casi sì: l’osteoporosi non è una controindicazione assoluta, ma serve valutazione di densità ossea e farmaci (bifosfonati/altre terapie) per pianificare l’intervento in sicurezza.

L’osteoporosi non rappresenta una controindicazione assoluta all’implantologia: grazie a protocolli clinici avanzati, alla rigenerazione ossea e a un’attenta valutazione dei farmaci assunti (bifosfonati), è possibile riavere denti fissi e stabili in n sicurezza, riducendo al minimo i rischi e personalizzando il protocollo clinico.

Sappiamo bene che affrontare la perdita dei denti quando si convive con la fragilità ossea non è solo una questione di salute, ma un carico emotivo profondo. C’è il timore che il proprio corpo non sia “abbastanza forte” per sostenere un intervento, la paura che l’osso mascellare non risponda bene o che il sogno di tornare a sorridere e mangiare con naturalezza sia destinato a restare tale. Questa incertezza può generare un senso di rinuncia, ma è importante sapere che la medicina moderna ha fatto passi da gigante per restituire serenità anche a chi vive queste fragilità.

I denti sono le radici della nostra sicurezza quotidiana: permettono di parlare senza imbarazzo e di gustare il cibo senza dolore. Sebbene l’osteoporosi possa influenzare i tempi di guarigione o richiedere accorgimenti specifici come il innesto osseo, non deve essere un ostacolo al tuo benessere psicologico e funzionale.

In questo articolo, insieme al Dott. Giuseppe Genzano — che da oltre 30 anni guida la Clinica Ireos Dental a Firenze affrontando con successo i casi di implantologia più complessi — esploreremo come la scienza odontoiatrica moderna permetta di superare i limiti della densità ossea. Scopriremo insieme perché, con la giusta diagnosi e un approccio umano e professionale, tornare a mordere la vita con un sorriso fisso è un obiettivo assolutamente raggiungibile e sicuro.

Cos’è l’osteoporosi: comprendere la fragilità ossea

L’osteoporosi è una patologia sistemica dello scheletro caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da un deterioramento della micro-architettura del tessuto osseo. In termini medici, si verifica uno squilibrio nel processo di rimodellamento osseo: le cellule deputate alla distruzione dell’osso vecchio (osteoclasti) lavorano più velocemente di quelle incaricate di produrre osso nuovo (osteoblasti).

Il risultato è un osso che diventa progressivamente poroso, simile a una spugna con fori sempre più grandi, perdendo la sua densità e diventando fragile. Questa condizione aumenta esponenzialmente il rischio di fratture, che possono verificarsi anche a seguito di traumi minimi o semplici movimenti quotidiani.

Esistono due forme principali di questa patologia:

  • Osteoporosi Primaria: legata principalmente all’invecchiamento o al calo degli estrogeni dopo la menopausa nelle donne (osteoporosi post-menopausale).
  • Osteoporosi Secondaria: causata da altre malattie (come disturbi endocrini o renali) o dall’assunzione prolungata di particolari farmaci, come i cortisonici.

L’impatto dell’osteoporosi sulla bocca

Sebbene l’osteoporosi colpisca l’intero scheletro, le zone che spesso manifestano i primi segni di cedimento sono proprio l’osso mascellare e la mandibola. Poiché queste ossa hanno il compito fondamentale di sostenere i denti, la loro demineralizzazione può portare a una riduzione del supporto parodontale.

Il Dott. Giuseppe Genzano sottolinea che l’osteoporosi è spesso definita una “malattia silenziosa” perché non causa dolore fino a quando non si verifica una complicazione o una perdita di stabilità. Per questo motivo, una diagnosi precoce tramite esami come la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) e una TAC Cone Beam 3D del cavo orale è il primo passo essenziale per pianificare in sicurezza l’inserimento di impianti dentali duraturi.

Implantologia e osteoporosi: è possibile mettere gli impianti?

L’osteoporosi è una patologia sistemica che colpisce profondamente il metabolismo osseo, interessando in Italia circa 3,5 milioni di donne e 1 milione di uomini. Sebbene i distretti più monitorati siano tradizionalmente il femore e le vertebre, l’indebolimento dovuto al processo di demineralizzazione coinvolge inevitabilmente anche l’osso mascellare e mandibolare.

Molti pazienti temono che la fragilità ossea sia un ostacolo insormontabile per l’implantologia, ma il Dott. Giuseppe Genzano rassicura: l’osteoporosi non è una controindicazione assoluta. Tuttavia, richiede un’attenta valutazione clinica prima di procedere con un intervento di implantologia dentale, specialmente per quanto riguarda la densità ossea necessaria a garantire la stabilità primaria dei perni.

Un fattore critico che il chirurgo deve analizzare è l’assunzione dei farmaci bifosfonati. Queste terapie, prescritte per rallentare la demineralizzazione, agiscono bloccando il naturale turnover osseo. Poiché la stabilità degli impianti dentali si basa sul processo di osteointegrazione (la fusione biologica tra l’osso e il perno in titanio), l’uso di questi farmaci richiede protocolli di sicurezza specifici per evitare complicazioni come l’osteonecrosi della mascella.

Denti fissi in sicurezza anche con fragilità ossea

Nonostante le sfide poste dalla patologia, le moderne tecnologie odontoiatriche permettono ai pazienti osteoporotici di ritrovare il sorriso senza il rischio di instabilità o del temuto rigetto dell’impianto dentale. I perni in titanio utilizzati in Clinica Ireos Dental presentano superfici bio-attive che favoriscono un aggancio ottimale anche in ossa meno dense.

Inoltre, grazie all’evoluzione dell’implantologia a carico immediato, è oggi possibile in molti casi clinici ottenere denti fissi in un giorno. Questo approccio minimizza lo stress chirurgico e permette un ritorno rapido alla normale funzione masticatoria, migliorando significativamente la qualità della vita dei pazienti.

Il segreto per il successo dell’intervento risiede nella fase diagnostica: attraverso una TAC Cone Beam e, se necessario, tecniche di rigenerazione ossea, il Dott. Genzano è in grado di ricreare le condizioni ideali per un ancoraggio solido e duraturo nel tempo, indipendentemente dalla presenza dell’osteoporosi.

La perdita dei denti e l’osteoporosi

L’aumentata aspettativa di vita in Italia prefigura in futuro un aumento dei casi di osteoporosi correlati all’ampliamento di una platea come appunto può essere una popolazione di ultra sessantenni.

Il problema che presto si trovano ad affrontare i soggetti affetti da osteoporosi è la perdita dei denti pre-termine oppure la loro instabilità, con conseguente difficoltà nella masticazione dei cibi e nell’articolazione delle parole, oltre a subire anche il danno estetico.

La causa della perdita di elementi dentari è un repentino ritrarsi dell’osso mascellare e mandibolare, che può associarsi a un’altra patologia molto simile che interessa l’arcata superiore e inferiore: la piorrea o parodontite.

Quest’ultima insorge a causa di un’infezione gengivale dovuta all’infiltrazione di colonie batteriche soprattutto per la scarsa igiene dentale, oppure per patologie pregresse, tra cui ci può essere anche l’osteoporosi.

➡ Vuoi saperne di più: come curare la parodontite

In un quadro clinico del genere la cosa migliore da fare è intervenire prima che i denti comincino inesorabilmente a cadere.

Un aspetto da non trascurare correlato alla perdita dei denti è anche la naturale tendenza dell’osso alveolare a ritirarsi proprio perché manca il sostengo naturale rappresentato dagli elementi dentari.

Un motivo in più per non trascurare la possibilità dell’implantologia dentale anche nei soggetti osteoporotici.

Mettere l’impianto dentale con l’osteoporosi

Per decidere di procedere con un intervento di implantologia in pazienti con osteoporosi bisogna sottoporsi a un’approfondita visita odontoiatrica preliminare.

L’obiettivo è quello di verificare la densità dell’osso sia mandibolare che mascellare e anche la quantità disponibile.

È possibile farlo attraverso esami di diagnostica per immagini come un ortopanoramica o un TAC in aggiunta a un approccio multidisciplinare anche con il proprio endocrinologo.

Questo modus operandi può dare informazioni importanti per delineare un quadro clinico completo del paziente.

La condizione di base per mettere un impianto dentale anche nel cavo orale di coloro che sono interessati da osteoporosi è uno spessore sufficiente di osso, anche nei pazienti che denotano una certa compromissione.

Laddove lo spessore dell’osso non è sufficiente sarà possibile intervenire con la rigenerazione ossea.

➡ Vuoi approfondire: Rigenerazione ossea dentale: cos’è, come funziona e costi

Le terapie pre-chirurgiche per l’implantologia dentale

Per ovviare alla mancanza di osso esistono delle terapie che si basano sulla chirurgia pre-implantare e che ormai sono considerate di routine per permettere ai pazienti con compromissione della struttura ossea di avere denti fissi.

L’aspetto da non trascurare è quello di informare preventivamente il proprio dentista della presenza di osteoporosi.

Le terapia d’elezione in questi casi è la chirurgia cosiddetta pre-protesica che consiste nell’innesto osseo e nel rialzo dei seni mascellari.

L’innesto osseo si effettua solitamente sull’arcata inferiore e consiste nell’integrare materiale biologico o frammenti autologhi, cioè prelevati dallo stesso paziente, per scongiurare eventuali reazioni avverse di rigetto.

Tra le diverse tecniche possibili si utilizza l’applicazione di una membrana apposita al di sopra del materiale per ricreare lo spessore osseo.

La stessa membrana è composta da un materiale riassorbibile, che scompare quando si sarà completata la cementazione dell’innesto osseo.

La componente ricostruttiva rimarrà quindi al di sotto di essa finché non sarà pronta per l’inserimento degli impianti dentali.

Per quanto riguarda lo spessore dell’arcata superiore l’intervento chirurgico pre-protesico più utilizzato nei casi di mancanza di spessore delle ossa mascellari è il rialzo dei seni.

Il rialzo dei seni mascellari è un’ulteriore tecnica chirurgica pre-protesica odontoiatrica che, anche in questo caso utilizza materiale sintetico o, in alternativa, appartenente allo stesso paziente.

Anche in questo caso l’odontoiatra riesce a ricreare quella porzione sufficiente di osso tra parodonto e mucosa per ancorare in modo stabile e duraturo nel tempo i perni in titanio.

Nonostante si tratti di interventi chirurgici complessi, con le nuove tecniche all’avanguardia dell’implantologia dentale si possono utilizzare procedure in endoscopia minimamente invasive.

Questo comporta anche la possibilità di velocizzare i tempi di guarigione e procedere con l’ancoraggio delle protesi dentali definitive.

Il campo operatorio, inoltre, viene anestetizzato localmente e, come accade anche per gli innesti ossei, bisogna solo attendere che i tessuti guariscano.

Questo solitamente accade entro 4-6 mesi e può variare in base al tipo di intervento che è stato realizzato.

In tal senso il paziente dovrà attendere qualche tempo prima che si possano posizionare gli impianti dentali definitivi e nel frattempo potrà comunque avvalersi delle protesi fisse provvisorie.

Queste ultime svolgono a pieno tutte quelle funzioni necessarie per la nutrizione, la fonazione e anche l’aspetto estetico.

Quando l’implantologia dentale non è possibile

L‘implantologia dentale moderna riesce a restituire il sorriso anche in casi che in passato potevano solamente aspirare ad avere le protesi mobili.

Significa che i continui progressi hanno ampliato la platea di chi può accedere, in particolare gli anziani, all’implantologia dentale con successo.

Ci sono però dei casi in cui bisogna arrendersi alla mancanza di osso, non solo nello spessore ma anche nella possibilità di ricrearlo con gli innesti o il rialzo dei seni mascellari.

Nelle persone con osteoporosi che assumono farmaci come i bifosfonati c’è un ostacolo come il pericolo della osteonecrosi, se si effettuano interventi chirurgici invasivi.

Una patologia come l’osteonecrosi, che consiste nel deterioramento dell’osso che si protrae per più di 8 settimane e che interessa soprattutto l’osso mascellare, è indicativa della perdita di capacità auto riparativa , pur se minima in presenza di osteoporosi.

Il problema potrebbe insorgere anche solo con un’estrazione dentale e nel tempo coinvolgere anche la zona circostante, con microfratture ossee e l’interessamento dei tessuti molli.

L’avanzamento della malattia è difficilmente arrestabile ed è per questo che, chi assume tali farmaci, non è un candidato possibile per l’implantologia dentale.

L’osteonecrosi ha comunque un’incidenza rara, ma in conclusione si può affermare che l’implantologia è possibile anche con l’osteoporosi, a patto di rivolgersi a veri professionisti dell’odontoiatria che hanno una lunga esperienza e sono sempre al passo con le nuove tecniche implantologiche.

Mettere l’impianto dentale con l’osteoporosi a Firenze

A Firenze presso la Clinica Ireos Dental è possibile mettere l’impianto dentale anche se affetti dall’osteoporosi.

Sarà prima necessario effettuare una visita gratuita e senza impegno con  il chirurgo implantologo per verificare l’idoneità all’intervento.

Grazie a una gestione aziendale impeccabile e una dedizione alla cura e alla salute dei denti lo studio dentistico Ireos è in grado di fornire impianti dentali di elevata qualità a prezzi vantaggiosi e migliori delle cliniche dentistiche estere.

Ti aspettiamo in clinica per un primo consulto.

A chi rivolgersi a Firenze per impianti dentali con osteoporosi?

Affrontare un intervento di implantologia quando si convive con l’osteoporosi richiede molto più di una semplice operazione chirurgica: richiede una visione medica integrata. Se cerchi un centro d’eccellenza a Firenze, la Clinica Ireos Dental è specializzata nella gestione di pazienti con ridotta densità ossea e in terapia con farmaci per il metabolismo minerale.

Sotto la direzione del Dott. Giuseppe Genzano, il nostro approccio si distingue per un protocollo di sicurezza rigoroso che mette al riparo il paziente da complicazioni sistemiche:

  • Diagnostica 3D Avanzata: Utilizziamo la TAC Cone Beam di ultima generazione per mappare con precisione millimetrica la qualità dell’osso residuo, individuando i siti implantari più solidi.
  • Gestione dei Bifosfonati: Il Dott. Genzano collabora attivamente con gli endocrinologi dei pazienti per gestire correttamente le “finestre terapeutiche” e minimizzare il rischio di osteonecrosi.
  • Tecniche di Rigenerazione: Laddove l’osteoporosi ha assottigliato troppo le creste ossee, interveniamo con innesti e rialzo del seno mascellare per ricostruire le fondamenta del tuo nuovo sorriso.

In Ireos Dental crediamo che l’età o una patologia cronica non debbano essere una condanna alla dentiera mobile. La nostra struttura di Piazza G. Puccini 4 è attrezzata per offrirti un percorso senza dolore, con la possibilità di ricorrere alla sedazione cosciente per un’esperienza totalmente serena. Inoltre, offriamo piani di finanziamento personalizzati per rendere l’implantologia di alta qualità un investimento sostenibile per ogni famiglia.

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Non lasciare che l’osteoporosi ti tolga il piacere di mangiare e sorridere. Prenota una consulenza specifica con il nostro team esperto:

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Fonti e Bibliografia Scientifica

Le informazioni riportate in questo articolo sono state redatte in conformità con i protocolli clinici dello studio Ireos Dental, sotto la supervisione del Dott. Giuseppe Genzano, e si basano sulle seguenti fonti autorevoli della letteratura scientifica internazionale:

Nota informativa: I contenuti di questa pagina hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere, la diagnosi o la prescrizione del medico curante. Si consiglia sempre una visita specialistica presso la Clinica Ireos Dental a Firenze per una valutazione personalizzata del proprio caso clinico.

 


Faq: Domande frequenti sugli impianti dentali e l'osteoporosi

Si può mettere un impianto dentale se si soffre di osteoporosi?

Sì, l’osteoporosi non è una controindicazione assoluta all’implantologia. Nella maggior parte dei casi, è possibile inserire gli impianti con successo. Tuttavia, è necessaria una valutazione preliminare approfondita della densità ossea tramite TAC 3D e un’analisi accurata dei farmaci assunti dal paziente per pianificare l’intervento in totale sicurezza.

Chi assume bifosfonati può mettere gli impianti dentali?

L’assunzione di bifosfonati richiede estrema cautela. Questi farmaci, usati per curare l’osteoporosi, possono aumentare il rischio di osteonecrosi della mascella dopo un intervento chirurgico. Presso la Clinica Ireos Dental, il Dott. Giuseppe Genzano valuta ogni caso singolarmente, interfacciandosi spesso con l’endocrinologo curante per stabilire se e quando è possibile procedere in sicurezza.

Quanto tempo dura l'osteointegrazione in un paziente con osteoporosi?

In presenza di fragilità ossea, il processo di osteointegrazione (la fusione tra osso e impianto in titanio) potrebbe richiedere tempi leggermente più lunghi rispetto a un paziente sano. Solitamente si attendono dai 4 ai 6 mesi. In questo periodo, il paziente può comunque utilizzare protesi provvisorie per non restare senza denti.

Esiste il rischio di rigetto dell'impianto a causa dell'osteoporosi?

Non esiste un “rigetto” in senso immunologico, ma può verificarsi una mancata stabilità dell’impianto se l’osso è troppo fragile. Per evitare questo rischio, utilizziamo impianti con superfici bio-attive che favoriscono l’aggancio osseo e, se necessario, ricorriamo a tecniche di rigenerazione ossea per rinforzare la base di inserimento.

L'osteoporosi può causare la perdita dei denti naturali?

Sì, l’osteoporosi può accelerare il riassorbimento dell’osso mascellare e mandibolare che sostiene i denti. Se a questa condizione si associa la parodontite (piorrea), il rischio di mobilità e caduta dei denti aumenta sensibilmente. Intervenire con l’implantologia aiuta a stimolare l’osso residuo e a preservare la struttura del volto.

Quali esami servono per mettere gli impianti con l'osteoporosi?

Oltre alla normale visita odontoiatrica, sono fondamentali la TAC Cone Beam 3D (per valutare spessore e qualità dell’osso), la MOC recente (per conoscere il grado di osteoporosi) e una lista completa dei farmaci assunti. Questi dati permettono al chirurgo di prevedere la risposta dell’osso all’inserimento del perno in titanio.