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Pubblicato: lunedì 29.12.2025.

Piorrea: cause sintomi e prevenzione

piorrea cause e sintomi

Quando le gengive sanguinano, l’alito cambia e i denti iniziano a muoversi, la paura prende il sopravvento: si teme di “perdere il sorriso”, di non poter più mangiare come prima, di dover nascondere la bocca nelle relazioni sociali. La piorrea — il termine medico è parodontite — non colpisce solo la bocca: tocca l’autostima, la serenità e la qualità della vita di chi ne soffre.

La buona notizia è che oggi la malattia può essere diagnosticata precocemente, trattata e controllata. Con protocolli moderni di terapia parodontale è spesso possibile salvare i denti naturali; e quando questo non è più fattibile, l’implantologia offre soluzioni stabili, con denti fissi che permettono di tornare a sorridere e a masticare in sicurezza.

In questo articolo vedremo, con un linguaggio chiaro e basato su evidenze cliniche, come riconoscere i segnali della piorrea, quali sono i trattamenti disponibili e quando gli impianti rappresentano l’opzione più indicata. Il tutto guidati dall’esperienza del Dott. Giuseppe Genzano, che da anni si occupa di parodontologia e riabilitazioni implantari, accompagnando i pazienti in un percorso personalizzato — dalla cura dell’infiammazione fino al recupero funzionale ed estetico del sorriso.

Se stai vivendo timori o dubbi legati alle tue gengive, sappi che non sei solo: esistono terapie concrete e percorsi strutturati per tornare a stare bene. E il primo passo è informarsi in modo corretto.

Cos’è la piorrea

La piorrea, il cui nome scientifico è “parodontite“, è una patologia infiammatoria che colpisce il parodonto (la zona di sostegno dei denti, formata da gengiva, osso e legamento parodontale), a causa di microorganismi patogeni che attaccano le zone sane e si inseriscono nell’intera struttura dentale.

Si distingue dalla parodontite apicale, che riguarda invece la parte interna del dente, da cui nasce l’infezione.

Spesso la piorrea viene confusa con la gengivite, avendo gli stessi sintomi iniziali, e viene trascurata.

Proprio per questo motivo è consigliabile effettuare controlli regolari della cavità orale dal dentista, per evitare complicazioni.

Se non opportunamente e tempestivamente curata, la piorrea può portare al distacco dei denti dalle gengive infiammate, e alla conseguente caduta degli stessi.

Le gengive, infatti, si riducono in altezza e scoprono le radici, formando le “tasche” ed esponendo l’osso all’attacco dei batteri; l’osso, indebolito, si riduce e si ammala.

Fortunatamente, la piorrea è una patologia prevenibile e curabile, se presa in tempo, e un trattamento appropriato evita la perdita dei denti ,con conseguenti interventi di implantologia, costosi e impegnativi.

La piorrea è una malattia molto diffusa, che colpisce circa 700 milioni di persone nel mondo, di cui 8 milioni in Italia, soprattutto dopo i 35 anni di età, ma può raramente colpire anche bambini e adolescenti.
Si ritiene che sia la 6° malattia al mondo per diffusione: solo negli Stati Uniti, infatti, sembra che la metà della popolazione ne sia affetta.

Tipi di piorrea

Esistono 3 tipi principali di piorrea, o parodontite: la parodontite cronica, la parodontite aggressiva, e la parodontite ulcero-necrotica.

La parodontite cronica

La parodontite cronica è presente fin dall’adolescenza in forma di gengivite, e, se non trattata, progredisce lentamente nel corso degli anni, con sintomi come sanguinamento delle gengive, infiammazione e riduzione dell’osso. La gravità della patologia dipende, naturalmente, da diversi fattori, quali il fumo, il diabete, le ridotte difese immunitarie, e lo stress.

La parodontite aggressiva

La parodontite aggressiva è presente fin dalla pubertà, ed è caratterizzata dalla notevole rapidità d’azione.
Nei ragazzi colpisce alcune zone della dentatura, mentre con l’età si diffonde in maniera generalizzata.
I principali sintomi sono il sanguinamento gengivale, il dolore a denti, gengive gonfie , la distruzione dell’osso e il conseguente distacco del dente dal suo alveolo, soprattutto per quanto riguarda i denti incisivi e molari.

La parodontite ulcero-necrotica

La parodontite ulcero-necrotica colpisce soprattutto le persone che vivono in Paesi in via di sviluppo, con scarsa nutrizione e igiene orale insufficiente.

Le gengive risultano necrotiche e ulcerate, oltre che dolorose e sanguinanti; l’osso è coinvolto nel processo in modo rapido e i bordi gengivali prendono un colore giallognolo. Questa patologia è molto acuta e può ripetersi più volte.

La sua gravità può dipendere da malattie gravi e debilitanti, depressione, fumo e scarsissima igiene orale.

Le cause della piorrea

La piorrea (o malattia parodontale) è considerata una patologia multifattoriale: alla sua insorgenza contribuiscono più elementi che agiscono insieme nel tempo. Il fattore principale è la placca batterica che, se non rimossa correttamente, si mineralizza e diventa tartaro. Una volta aderito alla superficie del dente e sotto la gengiva, il tartaro favorisce la colonizzazione di batteri “parodonto-patogeni”, responsabili dell’infiammazione del parodonto (gengiva, legamento e osso).

La scarsa o scorretta igiene orale rappresenta quindi il terreno principale su cui la malattia si sviluppa; tuttavia non è l’unica causa. Contano anche la predisposizione genetica, l’età, abitudini scorrette, condizioni generali di salute e lo stato del sistema immunitario.

Fumo e malattia parodontale

Il fumo è uno dei più potenti fattori di rischio per la piorrea. Aumenta in modo significativo la probabilità di ammalarsi e riduce la risposta alle terapie. La nicotina e le altre sostanze tossiche limitano la vascolarizzazione delle gengive e indeboliscono la risposta immunitaria: le cellule di difesa raggiungono con più difficoltà il sito infiammato e riescono meno a contrastare i batteri. Maggiore è il numero di sigarette fumate e più a lungo dura l’abitudine, maggiore è la distruzione dei tessuti parodontali.

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Diabete e piorrea: una relazione bidirezionale

Tra diabete e malattia parodontale esiste un legame reciproco. Le persone diabetiche hanno un rischio più elevato di sviluppare la piorrea, soprattutto quando la glicemia non è ben controllata. L’infiammazione cronica tipica della parodontite, a sua volta, può peggiorare il controllo metabolico perché i mediatori infiammatori e i batteri possono entrare nel circolo sanguigno e coinvolgere organi come il pancreas. Per questo motivo, nei pazienti diabetici la prevenzione parodontale è ancora più importante.

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Obesità e infiammazione sistemica

L’obesità rappresenta un ulteriore fattore favorente. Il tessuto adiposo produce grandi quantità di citochine pro-infiammatorie che aumentano lo stato infiammatorio generale dell’organismo, favorendo la progressione della malattia parodontale e l’insulino-resistenza. Ne deriva un circolo vizioso che coinvolge bocca e salute sistemica.

Altri fattori che contribuiscono

Carente apporto di vitamine e minerali, stress prolungato, ridotte difese immunitarie, malposizioni dentarie o lavori odontoiatrici incongrui possono facilitare l’accumulo di placca e l’ingresso di batteri in profondità. In questi casi, i microrganismi producono tossine che innescano e mantengono l’infiammazione del parodonto.

Comprendere che la piorrea nasce dall’interazione di più cause aiuta a intervenire in modo mirato: migliorare l’igiene orale, correggere i fattori di rischio e programmare controlli periodici è il modo più efficace per proteggere gengive e osso che sostengono i denti.

I sintomi della piorrea

All’inizio la piorrea può procedere in modo silenzioso: molti pazienti non avvertono dolore e sottovalutano i primi segnali. Quando la malattia inizia a manifestarsi, compaiono campanelli d’allarme che non vanno ignorati.

Uno dei primi sintomi è l’alito cattivo, dovuto alla presenza di batteri all’interno delle tasche gengivali infiammate. Con il tempo possono comparire gengive arrossate, gonfie e sensibili, che sanguinano facilmente durante lo spazzolamento, la masticazione o, talvolta, anche spontaneamente.

Le gengive iniziano a ritirarsi e il dente appare “più lungo”: si formano vere e proprie tasche parodontali, dove placca e tartaro continuano ad accumularsi. In questa fase possono presentarsi ascessi ricorrenti, dolore localizzato e difficoltà nella masticazione.

Un altro segnale frequente è l’aumento della sensibilità dentale, soprattutto al freddo, al caldo o dopo una seduta di igiene orale: la rimozione di placca e tartaro espone zone che prima erano “isolate”.

Con il progredire della malattia si osservano spesso la mobilità dei denti, piccoli spostamenti della loro posizione e una sensazione di instabilità. In alcuni casi, il processo infiammatorio favorisce anche la comparsa di carie nelle zone più profonde, vicino alle radici.

È importante ricordare che, nella maggior parte dei casi, la piorrea non provoca dolore finché non compaiono complicanze come l’ascesso: proprio per questo motivo molte persone arrivano tardi alla diagnosi.

Numerosi studi hanno evidenziato un’associazione tra parodontite e alcune patologie sistemiche — tra cui diabete e malattie cardio-vascolari — perché i batteri e le sostanze infiammatorie possono entrare nel circolo sanguigno e raggiungere altri organi. Un motivo in più per non trascurare i segnali e rivolgersi tempestivamente al dentista.

Come prevenire la piorrea

La piorrea, malattia subdola, si manifesta nella sua gravità solo quando è troppo tardi, e molto spesso si sottovalutano alcuni sintomi, come ad esempio le infiammazioni gengivali.

Esistono vari strumenti per prevenire la piorrea, primo fra tutti un efficace lavaggio dei denti dopo ogni pasto, con l’ausilio del filo interdentale o degli appositi scovolini per gli spazi interdentali, che servono a rimuovere batteri e residui di cibo.

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E’ utile utilizzare uno spazzolino a setole morbide, un buon dentifricio anti-placca e un collutorio, preferibilmente alla clorexidina, che ha una potente azione disinfettante e antinfiammatoria.

Esistono in commercio anche i rilevatori di placca, da utilizzare dopo il lavaggio dei denti, per verificare se sono presenti residui pericolosi.

La flora batterica presente nel nostro cavo orale, detta microbiota orale, deve essere mantenuta in equilibrio per combattere le infiammazioni.

Il microfilm, composto dalla flora batterica, riveste i denti e le gengive per proteggerli, ma l’uso eccessivo di fumo, alcool, zuccheri e antibiotici pone in squilibrio i fattori patogeni e i fattori di difesa, portando alla moltiplicazione dei batteri.

I batteri più coinvolti nel processo della parodontite sono: la Prevotella intermedia, l’Aggregatibacter, lo Streptococco viridans e mutans, la Treponema denticola e il Fusobacterium.

Per una corretta prevenzione, è utile eseguire controlli regolari e frequenti dal dentista, e la pulizia dentale profonda almeno due volte l’anno, in uno studio che disponga di uno specialista in igiene dentale.

Alcune persone hanno, inoltre, una predisposizione alla patologia, e necessitano di igiene dentale più accurata e di controlli più frequenti.

Bisogna anche ricordare che i batteri di questa patologia si trasmettono per via orale, e prendere le giuste precazioni per non contagiare i propri cari, invitandoli anche a fare un tempestivo controllo dentale.

Come curare la piorrea

La terapia della piorrea ha un obiettivo preciso: fermare l’infezione, preservare i denti naturali e ristabilire la salute delle gengive e dell’osso che li sostengono. Il percorso terapeutico è graduale e personalizzato, perché la malattia parodontale non è uguale per tutti.

La prima fase: controllare l’infiammazione

Nelle fasi iniziali possono essere utili gel e preparazioni lenitive — i cosiddetti rimedi naturali — da applicare localmente per ridurre fastidio e arrossamento. Tuttavia hanno un ruolo solo di supporto e non sostituiscono in alcun modo la valutazione del dentista.

La vera terapia inizia con la rimozione professionale della placca e del tartaro, sopra e sotto gengivali. Attraverso strumenti dedicati e tecnologie moderne (curettes soniche, laser, airflow) è possibile detergere le tasche senza ricorrere a incisioni chirurgiche. In questa fase il paziente riceve istruzioni precise su come migliorare l’igiene orale quotidiana, ridurre il fumo e adottare abitudini più sane.

Al termine delle prime sedute, il caso viene rivalutato: se l’infiammazione si è ridotta e le gengive sono tornate aderenti ai denti, il trattamento prosegue con controlli periodici e programmi di mantenimento.

Il ruolo dello specialista parodontologo

Quando le tasche gengivali rimangono profonde o i tessuti risultano compromessi, è indicata la consulenza di un parodontologo, professionista dedicato allo studio delle malattie del parodonto. Attraverso esami specifici, come il sondaggio parodontale ed esami radiografici mirati, lo specialista definisce un piano di cura volto a salvare i denti ogni volta che è possibile.

Terapie avanzate

Se l’infezione ha raggiunto le radici del dente, può rendersi necessaria la devitalizzazione, che elimina i tessuti infetti all’interno del dente e li sostituisce con biomateriali sterili. Nei quadri più severi, il dentista può proporre la chirurgia parodontale, eseguita in anestesia locale o in sedazione.

Le opzioni chirurgiche comprendono:

  • Chirurgia resettiva: riduce o elimina le tasche, rimodellando i tessuti che favoriscono l’accumulo di batteri.
  • Chirurgia rigenerativa: utilizza biomateriali e tecniche specifiche per ricostruire porzioni di osso e gengiva danneggiate dalla malattia.
  • Chirurgia mucogengivale: corregge le retrazioni gengivali e migliora l’estetica, tramite piccoli innesti di tessuto o materiali biocompatibili.

Nei quadri aggressivi o ulcero-necrotici può essere necessario associare antibiotici e sciacqui medicati, sempre sotto controllo medico, per controllare l’infezione in modo più rapido.

Quando il dente non può essere salvato

In alcune situazioni, nonostante le cure, il dente risulta irrimediabilmente compromesso. In questi casi si può ricorrere all’implantologia, sostituendo il dente perso con una radice artificiale in titanio inserita nell’osso, che permette di ripristinare funzione ed estetica in modo stabile.

Ogni piano terapeutico è costruito insieme al paziente: dalla gestione dell’infiammazione fino al mantenimento nel tempo, con controlli programmati. Seguendo correttamente le indicazioni del dentista e dell’igienista, la piorrea può essere controllata e la salute del sorriso può essere preservata a lungo.

A chi rivolgersi per curare la piorrea

Curare la piorrea richiede competenze specifiche: non si tratta solo di “pulire le gengive”, ma di diagnosticare correttamente la malattia, controllare l’infezione, preservare l’osso e — quando necessario — pianificare interventi rigenerativi o implantari. Per questo è fondamentale rivolgersi a un professionista che abbia esperienza in parodontologia e lavori in sinergia con un team di igiene dentale qualificato.

Alla Clinica Ireos Dental di Firenze puoi affidarti alla guida del Dott. Giuseppe Genzano, medico odontoiatra con lunga esperienza nella prevenzione e nel trattamento delle malattie parodontali. L’approccio è personalizzato: ogni paziente viene valutato nel complesso — gengive, osso, abitudini di vita, fattori di rischio — per costruire un piano terapeutico realmente efficace.

Durante la visita parodontale, il Dott. Genzano esegue:

  • valutazione clinica delle gengive e misurazione delle tasche parodontali;
  • controllo della presenza di placca e tartaro sopra e sotto gengivali;
  • esami radiografici mirati quando necessari, per analizzare lo stato dell’osso;
  • definizione del grado di malattia e dei trattamenti più indicati.

Il percorso terapeutico può includere sedute di igiene professionale profonda, terapie non chirurgiche, trattamenti rigenerativi e, nei casi in cui i denti non possano più essere salvati, soluzioni implantari personalizzate per ripristinare denti fissi in modo sicuro e funzionale. Ogni fase viene spiegata con chiarezza, così che il paziente possa sentirsi informato e coinvolto nel proprio percorso di cura.

Affidarsi alla Clinica Ireos Dental significa avere un team che segue il paziente nel tempo, con controlli periodici e programmi di mantenimento mirati — fondamentali per evitare recidive e proteggere la salute delle gengive.

Se sospetti di soffrire di piorrea, o hai già notato sanguinamento gengivale, mobilità dei denti o alito persistente, prenota una valutazione con il Dott. Giuseppe Genzano presso la Clinica Ireos. Un controllo tempestivo può salvare i denti e riportarti a un sorriso stabile e sano.

Clinica Ireos – Contatti
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