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giovedì 11.06.2020

Antibiotico per il mal di denti? La guida definitiva

antibiotico per il mal di denti

Come molti di noi sanno il mal di denti può diventare davvero un problema!

Se però capita di avere un mal di denti improvviso, magari durante la notte o in periodo dove sembra che trovare un dentista disponibile sia impossibile, molti di noi possono domandarsi: qual’è il migliore antibiotico per il mal di denti?

Premettiamo che questo articolo non vuole essere una guida al “fai da te” in ambito farmacologico, una corretta terapia antibiotica deve essere prescritta e monitorata da un medico, in modo da ridurre al minimo il rischio di avere effetti collaterali e avere il massimo beneficio nel minor tempo possibile quindi..affidiamoci sempre al proprio medico di fiducia prima di cominciare qualsiasi terapia antibiotica.

Antibiotico per il mal di denti: quale scegliere

Molti si domandano se esistono davvero degli antibiotici che funzionano meglio di altri per il mal di denti. La risposta? Certo!

Ci sono alcuni tipi di farmaci come alcune classi di penicilline e macrolidi (due tipi di antibiotici) che tendono a concentrarsi a livello osseo, in genere una problematica dolorosa a carico dei denti è infatti dovuta ad un’infezione che si sviluppa a carico dei tessuti dentali o di supporto del dente e che crea in qualche modo sempre un danno osseo, meglio quindi affidarsi a farmaci che si concentrano maggiormente nel tessuto osseo.

Vediamo ora quali sono i migliori farmaci per il mal di denti:

  • Penicilline: le penicilline sono stati i primi farmaci antibiotici scoperti e grazie alla loro azione a largo spettro che agisce sia su batteri Gram-positivi che su batteri Gram-negativi sono efficacemente utilizzate in ambito odontoiatrico anche grazie alla loro marcata attitudine a localizzarsi a livello osseo.
    I farmaci maggiormente utilizzati sono Augmentin, Zimox e Velamox (principio attivo amoxicillina).
  • Macrolidi: i macrolidi sono una classe antibiotica molto usata in odontoiatria, vengono però considerati spesso antibiotici di “seconda scelta” poiché meno efficaci delle penicilline e più lenti nell’andare a sviluppare un’azione tossica nei confronti dei batteri. Questi antibiotici hanno infatti un’azione batteriostatica in quanto alterano la sintesi proteica batterica a differenza delle penicilline, che hanno invece un’azione tossica diretta nei confronti dei batteri in quanto alterano la funzionalità della membrana esterna della cellula batterica provocandone la morte cellulare.  I farmaci maggiormente utilizzati in ambito clinico sono Klacid e Macladin, entrambi farmaci a base di claritromicina.
  • Cefalosporine: le cefalosporine sono una classe di antibiotici molto efficace nel trattare le infezioni dei tessuti molli oltre che di ossa e articolazioni e proprio grazie a questa caratteristica vengono frequentemente usate in odontoiatria per trattare soprattutto le infezioni sostenute da batteri Gram-positivi.
    A causa della loro scarsa azione sui batteri Gram-negativi le cefalosporine vengono spesso usate come antibiotico di seconda scelta.
    I farmaci maggiormente utilizzati sono: Rocefin (ceftriaxone), Glazidim (ceftazidima) e Cepim (cefepima).

Come agiscono gli antibiotici

Tutte le classi di antibiotici agiscono interferendo con i meccanismi di replicazione batterica e impedendo ai batteri che causano un’infezione di replicarsi e proliferare (azione batteriostatica) oppure andando a danneggiare in modo diretto le cellule batteriche (azione battericida).

Chiaramente quando i batteri entrano a contatto con una molecola antibiotica cercano in qualche modo di difendersi producendo delle molecole in grado di inattivare i farmaci.

Proprio per questo motivo è importante che quando si inizia una terapia antibiotica, questa sia portata avanti per un periodo minimo di 5-6 giorni, solo mantenendo un’alta concentrazione di farmaco nel sangue saremo infatti in grado di eliminare tutti i batteri responsabili dell’infezione.

Se invece decidiamo di interrompere precocemente la terapia antibiotica i batteri sopravvissuti saranno in grado di replicarsi e sviluppare quella che si chiama antibiotico resistenza, cioè un processo attraverso il quale i batteri diventano immuni all’uso di quel tipo di antibiotico, che quindi non farà più effetto una seconda volta in caso di infezione, anche a distanza di tempo!
Ricordiamoci quindi di non interrompere mai una terapia antibiotica, a meno che non sia espressamente il medico a consigliarlo.

Antibiotici senza prescrizione medica

Spesso se siamo in una situazione di dolore acuto è facile pensare di affidarsi a internet per “inventare” una terapia antibiotica sul momento pur di far passare il mal di denti.

Spesso questa procedura risulta però dannosa in quanto l’antibiotico scelto affidandosi al web può risultare inadatto e non sortire gli effetti desiderati e inoltre se il dosaggio dovesse essere troppo basso o troppo alto il farmaco potrebbe non essere sufficiente a debellare l’infezione o al contrario risultare tossico per l’organismo.

Se ti stai chiedendo per quanti giorni assumere un antibiotico teniamo intanto presente che una volta iniziata una terapia questa non potrà essere terminata prima di 5-6 giorni inoltre ogni farmaco ha il proprio dosaggio, che deve ovviamente essere aggiustato individualmente in base alla gravità dell’infezione e in base alle condizioni cliniche del paziente.

Andiamo quindi a vedere i dosaggi per i farmaci di uso più comune.

Dosaggi degli antibiotici in odontoiatria

Augmentin-Zimox-Velamox: il principio attivo di questi farmaci è l’amoxicillina, questa molecola è una penicillina molto comunemente utilizzata in ambito odontoiatrico.

L’amoxicillina si assume in genere in associazione con l’acido clavulanico che è un composto che tende a limitare la produzione di enzimi inattivanti l’amoxicillina da parte dei batteri. Generalmente si assumono due compressa da un grammo al giorno a distanza di 12 ore l’una dall’altra. E’ indifferente assumere l’antibiotico a stomaco pieno o vuoto.

Klacid-Macladin: il principio attivo di questi farmaci è la claritromicina. Questa classe di antibiotici in genere viene riservata a tutti quei pazienti che presentano una forma di allergia verso le penicilline. I dosaggi teerapeutici pevedono l’assunzione di due compresse da 250 mg da assumersi a 12 ore di distanza l’una dall’altra. E’ indifferente assumere il medicinale a stomaco vuoto o stomaco pieno in quanto l’assorbimento risulta lo stesso.

Antibiotico o anti infiammatorio?

Iniziamo col dire che antibiotici e antinfiammatori sono farmaci molto diversi tra loro che si usano per scopi diversi: l’antibiotico agisce contro i batteri responsabili di un’infezione, l’antinfiammatorio agisce riducendo l’infiammazione e attenuando una sensazione dolorosa.

Molto spesso in caso di infezione il proprio dentista può prescrivere, insieme ad una terapia antibiotica, una terapia antinfiammatoria/antidolorifica proprio per controllare il dolore associato all’infezione.

Può però non avere senso fare il contrario, pensiamo per esempio al dolore associato all’eruzione di un dente del giudizio, se questo non presenta infezione ha senso prendere un antinfiammatorio ma un antibiotico non è necessario.

Antibiotici omeopatici

Spesso ci sentiamo chiedere se esistono antibiotici naturali o omeopatici. La risposta purtroppo è no. Laddove c’è un’infezione batterica in corso infatti un semplice rimedio naturale non risulta efficace nell’andare a debellare l’infezione presente.

Esistono tuttavia numerosi rimedi naturali utilissimi a prevenire una situazione infettiva, ricordiamo ad esempio l’uso del ghiaccio come crioterapia per favorire la diminuzione del gonfiore, l’uso di un infuso di chiodi di garofano che viene usato per le sue proprietà anestetizzanti utili in caso di dolore, gli olii essenziali, il gel di aloe vera utile per favorire i processi di cicatrizzazione tissutale e il propoli e l’echinacea che fortificano l’organismo stimolando il sistema immunitario in modo del tutto naturale.

Ricordiamo che la migliore cura e prendersi cura dei propri denti attraverso la prevenzione e una corretta igiene orale.

BIBLIOGRAFIA

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