A volte il dolore a un dente arriva all’improvviso: una fitta profonda, che non ti lascia dormire e che ti fa temere il peggio. L’idea di dover devitalizzare un dente può generare ansia, paura dell’ago, timore di sentire dolore o di “perdere” il proprio dente. È una reazione assolutamente normale: i denti fanno parte del nostro sorriso, della nostra sicurezza, del modo in cui ci presentiamo agli altri.
Quello che spesso non si sa è che la devitalizzazione non è una punizione, ma una cura che protegge: permette di salvare il dente, eliminare l’infezione e restituire comfort nella masticazione, evitando problemi più seri in futuro.
Il dott. Genzano, forte di anni di esperienza clinica, spiega sempre ai pazienti che la paura si affronta con informazioni chiare, ascolto e tecniche moderne che rendono il trattamento sicuro e, nella maggior parte dei casi, praticamente indolore. Sentirsi accolti, compresi e guidati passo dopo passo fa davvero la differenza.
Capire cosa significa devitalizzare un dente, quando è necessario e come si svolge la procedura, aiuta a trasformare la paura in consapevolezza — e la consapevolezza, in serenità.
Indice
Cosa significa devitalizzare un dente
La devitalizzazione di un dente è una procedura di endodonzia che viene eseguita quando la polpa dentale — il tessuto interno che contiene nervi e vasi sanguigni — risulta gravemente danneggiata da carie profonde, traumi o infezioni.
Durante il trattamento, il dentista rimuove il tessuto infetto o necrotico presente all’interno delle radici, deterge accuratamente i canali e li sigilla con materiali specifici per evitare nuove contaminazioni.
In questo modo è possibile preservare il dente naturale, evitando l’estrazione e mantenendo la corretta funzione masticatoria.
È importante chiarire un concetto spesso frainteso: dopo la devitalizzazione il dente perde la sua “vitalità pulpare”, ma continua a far parte dell’arcata e può svolgere normalmente la sua funzione.
Proprio per questo deve essere controllato nel tempo e protetto — spesso con una corona — per ridurre il rischio di fratture e recidive infettive.
La devitalizzazione rientra nell’ambito della cosiddetta odontoiatria conservativa, il cui obiettivo è salvare e mantenere i denti naturali ogni volta che è possibile.
Quando è necessario devitalizzare un dente
Si ricorre alla devitalizzazione quando la polpa dentale è danneggiata in modo irreversibile e una semplice otturazione non è più sufficiente a eliminare l’infezione e il dolore.
In questi casi l’obiettivo è salvare il dente ed evitare l’estrazione, ripristinando la funzione masticatoria e prevenendo complicazioni più serie.
Le situazioni più frequenti in cui può rendersi necessario devitalizzare un dente sono:
- Carie dentali profonde
La carie è una infezione batterica che parte dallo smalto e, se trascurata, raggiunge la dentina e poi la polpa, provocando dolore intenso e infiammazione.
In questi casi si parla di pulpite, condizione che richiede spesso la devitalizzazione. - Traumi dentali
Una frattura, un urto violento o la rottura di una parte del dente possono lesionare il tessuto pulpare.
Anche quando il trauma non è visibile esternamente, la polpa può andare incontro a necrosi.
Approfondisci: Come ricostruire un dente spezzato. - Granuloma dentale
È una infiammazione cronica che si sviluppa intorno alla radice del dente. I batteri penetrano nei canali radicolari e si diffondono nei tessuti circostanti, generando dolore, gonfiore o ascessi.
In questi casi, devitalizzare il dente è spesso necessario per eliminare l’infezione alla radice.
Oltre alle cause principali, ci sono altri fattori che possono portare alla necessità di devitalizzare un dente:
- carie non trattate a lungo che raggiungono progressivamente la polpa;
- ri-trattamenti multipli sullo stesso dente, che irritano i tessuti interni;
- età avanzata e consumo dello smalto, che espone maggiormente la dentina;
- ipersensibilità persistente al caldo, al freddo o alla masticazione;
- dolore continuo che dura più di 48–72 ore e non migliora spontaneamente.
Quando l’infezione raggiunge il canale radicolare possono comparire altri segnali:
gonfiore gengivale, presenza di pus, alito cattivo, cambiamento di colore del dente o dolore pulsante.
In queste circostanze, devitalizzare il dente rappresenta la soluzione migliore per evitare la perdita definitiva dell’elemento dentale e preservare il sorriso nel lungo periodo.
Come viene devitalizzato un dente in caso di carie?

Solitamente la devitalizzazione di un dente viene eseguita in due sedute: la prima che consente di disinfettare la parte lesa e la seconda in cui si procede alla ricostruzione del dente.
Per prima cosa il dentista si occuperà di effettuare delle radiografie per vedere l’entità del danno e valutare se sia necessario devitalizzare il dente o meno.
Una volta definito questo aspetto si procederà con la prima fase:
- Effettuare una anestesia locale per non far sentire dolore al paziente, in fin dei conti si vanno a toccare i nervi e non sarebbe piacevole senza anestesia.
- Viene impiegata una diga in gomma per denti che consente al dentista di isolare il dente da trattare dagli altri.
- Durante l’intervento viene messo il classico aspiratore per la saliva
- Tramite l’utilizzo dell’apposito trapano il dentista si occupa di effettuare un foro sulla corona del dente per eliminare la parte lesa dell’infezione dovuta alla carie.
- Una volta eliminata tutta la parte lesa e disinfettato il canale radicolare si procede a sigillare il dente con un’otturazione temporanea.
Nella seconda fase il dentista si occuperà inizialmente di rimuovere l’otturazione temporanea per poi procedere alla ricostruzione.
A seconda della gravità del danno a seguito della devitalizzazione dentale si potrà procedere o con una normale ricostruzione in composito o con una corona dentale.
Quando il danno è troppo grave, come ad esempio una carie molto profonda che ha eroso una grande parte sana del dente, sarà necessario ricorrere a una corona da mettere a protezione del dente.
Sarà il dentista a valutare se applicare una normale otturazione o una corona.
Consiglio:
Essendo il costo di una corona dentale nettamente superiore a una otturazione in composito si consiglia di effettuare controlli periodici dal proprio dentista per poter diagnosticare precocemente le carie e curarle prima che arrivino alla polpa dentale.
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Le conseguenze di non devitalizzare un dente compromesso
Quando una lesione raggiunge la polpa dentale e non viene trattata con una corretta terapia endodontica, l’infezione non resta confinata all’interno del dente. I batteri possono diffondersi progressivamente verso la radice e i tessuti circostanti, provocando infiammazione cronica, dolore e — nei casi più avanzati — complicanze che coinvolgono l’intero organismo.
Trascurare un dente che avrebbe bisogno di essere devitalizzato significa esporre il cavo orale (e non solo) a rischi che nel tempo possono diventare gravi.
Le principali conseguenze possibili sono:
- Granuloma apicale — si tratta di una reazione infiammatoria persistente alla punta della radice, causata dalla presenza di microrganismi. Spesso all’inizio non dà sintomi, ma nel tempo può trasformarsi in un processo più aggressivo.
- Ascesso dentale — quando l’infezione evolve, può formarsi una raccolta di pus che provoca gonfiore, dolore intenso, difficoltà nella masticazione e, talvolta, febbre e ingrossamento dei linfonodi. È una condizione che richiede intervento rapido.
- Pulpite — l’infiammazione della polpa provoca un dolore pulsante e continuo, spesso accentuato dal caldo e dal freddo. Senza trattamento, la polpa va incontro a necrosi (morte del tessuto), favorendo la diffusione dell’infezione nei canali radicolari.
- distruzione progressiva del dente — la struttura dentaria diventa fragile, si frattura facilmente e, in molti casi, l’unica soluzione finale diventa l’estrazione.
- estensione ai tessuti circostanti — in assenza di terapia, i batteri possono raggiungere l’osso e i tessuti molli del volto, fino a diffondersi nel circolo sanguigno, con potenziali complicanze sistemiche.
Devitalizzare un dente quando indicato significa prevenire queste complicanze, preservare la funzione masticatoria e mantenere il più possibile il proprio dente naturale.
Una valutazione tempestiva dal dentista consente di intervenire in modo mirato e bloccare l’infezione prima che causi danni permanenti.
Quanto tempo ci vuole per devitalizzare un dente?
La fase di devitalizzazione del dente, quindi la prima fase sopra descritta, ha una durata media di 1 -2 ore a seconda della gravità del danno, del dente colpito e dell’abilità dell’odontoiatra.
Anche il tipo di dente da devitalizzare incide sulla durata dell’intervento in quando i denti non hanno tutti lo stesso numero di canali.
Più canali ci sono da disinfettare più durerà l’intervento di devitalizzazione.
I vantaggi e gli svantaggi della devitalizzazione di un dente.
Tra i vantaggi troviamo:
- preservare i denti naturali senza ricorrere a impianti dentali o altre soluzioni protesiche
- l’intervento è rapido e praticamente indolore
- il dolore da mal di denti sparisce
Tra gli svantaggi:
- possibile manifestarsi di sensibilità dentale
- se il danno è grave la ricostruzione con otturazione potrebbe rendere il dente fragile e soggetto a future fratture dentali
- se si ricorre a una corona è una spesa economica più onerosa
se non vengono utilizzati materiali di altà qualità si potrebbe notare la ricostruzione
Fa male devitalizzare un dente
Molte persone hanno paura del dentista soprattutto a causa della paura di sentire dolore durante i vari interventi e i vari trattamenti.
Ovviamente andare dal dentista non è piacevole anche se grazie all’innovazione e alle varie tecnologie gli interventi sono diventati praticamente indolore.
Molte persone in studio ci domandano se “devitalizzare un dente fa male?”.
La risposta è no, devitalizzare un dente non è doloroso se facciamo riferimento all’intervento in sé.
L’intervento viene fatto sotto anestesia locale e non provoca dolore al paziente ma solo un leggero fastidio.
Finito l’effetto dell’anestesia è probabile che si manifesti un leggero dolore che può essere tenuto sotto controllo con un antidolorifico o degli analgesici come l’ibuprofene.
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Quello che può succedere è che a seguito di una devitalizzazione si presenti una maggiore sensibilità del dente soprattutto al contatto caldo e freddo.
Chi si occupa della devitalizzazione di un dente?
La devitalizzazione del dente deve essere effettuata da dentisti specializzati in endodonzia ovvero quella specializzazione di odontoiatria che studia la struttura del dente e si occupa della diagnosi e della cura delle parti interne del dente.
Quanto costa devitalizzare un dente?
Il costo dell’intervento dipende in gran parte dal tipo di dente danneggiato e che necessita di essere devitalizzato.
Come anticipato i denti non sono tutti uguali e non hanno lo stesso numero di canali.
Gli incisivi e i canini hanno un solo canale mentre i denti come molari e premolari arrivano ad avere fino a 4 canali.
In media in Italia il costo varia come segue:
- devitalizzazione dente a un solo canale dagli 80 ai 250 euro
- devitalizzazione dente a due canali dagli 160 ai 350 euro
- devitalizzazione dente a tre canali dagli 240 ai 450 euro
- devitalizzazione dente a quattro canali dagli 320 ai 450 euro
I prezzi sono valutati su una media da Nord a Sud, ovviamente ogni studio dentistico ha il proprio tariffario in base alle spesa, esperienza, materiali e tecnologie utilizzate.
A chi affidarsi per devitalizzare un dente a Firenze
Quando si tratta di affrontare una devitalizzazione, è fondamentale rivolgersi a professionisti esperti e specializzati in endodonzia, la disciplina odontoiatrica che si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie della polpa dentale e dei canali radicolari. A Firenze, la Clinica Ireos Dental offre competenze cliniche avanzate in questo ambito, con un approccio personalizzato per ogni paziente.
Il Dott. Giuseppe Genzano, odontoiatra con esperienza consolidata nel trattamento delle lesioni pulpare e delle infezioni endodontiche, segue ogni fase della devitalizzazione con attenzione e precisione. Presso Ireos Dental, la terapia inizia sempre con una visita accurata comprensiva di esami clinici e strumentali (compresa la radiografia), necessari per valutare lo stato della polpa dentale e dei tessuti di supporto.
Grazie all’utilizzo di tecnologie moderne e materiali di ultima generazione, il team di Ireos Dental è in grado di eseguire la devitalizzazione in modo sicuro, riducendo fastidi e tempi di recupero. L’obiettivo principale è preservare il dente naturale evitando l’estrazione e mantenendo la funzionalità masticatoria nel lungo periodo.
Affidarsi a specialisti come quelli della Clinica Ireos Dental significa anche ricevere un piano di cura completo che include:
- diagnosi approfondita e valutazione del singolo caso;
- spiegazione chiara della procedura di devitalizzazione;
- terapia endodontica eseguita con strumenti ad alta precisione;
- piani di controllo e mantenimento a distanza di tempo.
Se avverti dolore persistente, sensibilità prolungata ai cambiamenti di temperatura o discomfort durante la masticazione e sospetti di avere un dente che necessita di devitalizzazione, prenotare una visita specialistica è il primo passo per risolvere il problema in modo efficace. Presso la Clinica Ireos Dental di Firenze troverai competenza, sicurezza e un percorso terapeutico costruito su misura per te.

Medico Chirurgo e Odontoiatra si è laureato all’università di Firenze. Iscritto all’ordine dei medici di Firenze con iscrizione nr. FI-167 si occupa nella pratica clinica di implantologia e ortodonzia digitale.


