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sabato 31.10.2020

Ricostruire un dente spezzato: cause, rimedi e costi

ricostruire un dente spezzato

Un dente rotto può capitare molto più facilmente di quanto si possa pensare.

Infatti durante l’arco della propria vita è molto probabile che un dente si spezzi di netto o che si venga a creare una frattura dentale per colpa di un trauma o di un’altra tipologia di evento.

➡ Se non hai idea di cosa sia e come si forma una frattura dentale puoi approfondire: come si formano le fratture dentali

Dente rotto: le possibili cause

Vediamo qualche esempio di come si può rompere un dente:

  • Masticando qualcosa di duro.
  • In seguito ad un evento traumatico (caduta/incidente).
  • A causa di una carie che danneggia fortemente il dente dall’interno, indebolendo quest’ultimo.
  • In caso di denti molto ricostruiti, non più capaci di sostenere la masticazione quotidiana.

Se la frattura è di piccola entità, i sintomi possono anche non manifestarsi, al contrario una rottura più estesa provocherà certamente dolore; tutto dipende dalla gravità del danno.

Tale fastidio può essere costante o temporaneo.

Ad oggi ci sono varie soluzioni per ricostruire un dente rotto, vediamole assieme.

Cosa fare in caso di dente rotto

La cosa fondamentale è rivolgersi prontamente ad un dentista.

Cosa fare in caso di dente rotto o se si è staccato un frammento e l’abbiamo recuperato.

Solo un dentista esperto può constatare se il dente ha subito danni e di conseguenza se sia necessario un trattamento canalare.

Esistono comunque delle accortezze da seguire, in attesa della visita:

  • utilizzare un antidolorifico.
  • conservare la parte di dente rotto in un bicchiere contenente latte o soluzione fisiologica;
    Sciacquare la bocca con acqua tiepida o con acqua e sale;
  • in caso di sanguinamento tamponare utilizzando una garza sterile
  • appoggiare un impacco freddo sulla guancia o sulle labbra, in corrispondenza del dente rotto, così facendo si ridurrà il gonfiore;

Dente rotto: le soluzioni del dentista

In base all’entità del danno, il dentista suggerirà un tipo di trattamento, differente a seconda della casistica.

Qualora il frammento recuperato possa essere “riposizionato”, si opterà per questa soluzione; in altre circostanze si ricorre alle faccette dentali, che andranno a coprire il danno esteticamente visibile.

Talvolta, invece, si utilizza la procedura di riempimento del dente rotto, attraverso dei materiali biocompatibili.

Nel caso il dente coinvolto sia un dente visibile, si utilizza la tecnica ricostruttiva denominata “bonding”: viene applicata cioè una resina composita della stessa colorazione dei denti, volta a sanare i denti scheggiati o rotti.

Tale tecnica viene usata per ricostruire le porzioni di smalto e dentina danneggiate, usando per ognuna di queste parti una massa di composito adatta a sopperire le necessità estetiche del caso.

Qualora vi sia l’esigenza di dare robustezza e solidità al dente, si farà ricorso ad una corona dentale.

In casi più delicati, potrebbe essere necessario eseguire un trattamento canalare: la rottura, essendo profonda, può compromettere il nervo, pertanto sarà necessario procedere con la devitalizzazione e la successiva ricostruzione del dente per eliminare il dolore.

Tipologie di rottura del dente

dente molare rotto

Incrinature verticali

Rappresentano delle linee sottili verticali, la maggior parte delle volte superficiali, che interessano soltanto lo smalto: sarà sufficiente ricorrere ad un prodotto di riempimento per evitare danni futuri.

Logicamente, sarà necessario controllare regolarmente la situazione per evitare il sovrapporsi di carie a livello della fessura.

Incrinature profonde

L’obiettivo primario sarà circoscrivere l’area danneggiata, in modo che non si estenda col trascorrere del tempo. Solitamente, il dente resta integro nella sua parte strutturale, ma la fessura si estende.

Anche in questo caso il materiale di riempimento servirà a risolvere il problema, terminando il lavoro con l’applicazione di una corona.

Qualora la fessura sia in stato avanzato e abbia colpito anche la radice o la polpa del dente, potrebbe essere necessario procedere alla devitalizzazione del dente o persino all’estrazione quando la frattura abbia interessato la radice.

Dente scheggiato

In caso di una lieve scheggiatura, sarà sufficiente applicare materiale di ricostruzione composito.

Cuspide rotta

In caso la rottura interessi la cuspide, cioè le zone più a punta deputate alla triturazione dei cibi, il dentista riparerà il dente, applicando un intarsio o una corona.

Dente rotto in verticale

La spaccatura si sviluppa verticalmente e raggiunge la radice, causando infiammazioni e infezioni; in tal caso, potrebbe essere necessaria la rimozione del dente e la sua sostituzione con un impianto dentale; la stessa soluzione si applica qualora la spaccatura coinvolga la radice del dente.

Rottura causata da una carie

In questo caso, è la carie la causa dell’indebolimento.

Gli interventi di ricostruzione di un dente cariato sono: l’otturazione, l’intarsio, la capsula e nei casi limite l’impianto.

Il dentista dovrà esaminare la situazione e valuterà la soluzione migliore per sanare il dente in base all’estensione della carie e ai sintomi del paziente.

Di fronte ad un dente rovinato o cariato, il dentista effettuerà degli interventi specifici.

Come si ricostruisce un dente spezzato?

Le tecniche di ricostruzione dentale più moderne sono diverse: dall’otturazione, il metodo di ricostruzione dentale più frequente, alla ricostruzione in composito o alla capsula dentale, fino all’ intarsio dentale.

La capsula o corona dentale sono a una tra le tecniche più utilizzate per sanare un dente spezzato. Anche l’intarsio rappresenta un metodo valido per la ricostruzione dei denti danneggiati.

Spesso invece per il trattamento dei denti anteriori è possibile usare una faccetta dentale.

L’otturazione viene effettuata realizzando inizialmente una pulitura della zona danneggiata del dente coinvolto e dal successivo riempimento della cavità mediante una resina composita; viene utilizzato un materiale resinoso composito detto “composito nanoriempito”, questo materiale, estetico ed in tutto e per tutto simile al colore naturale del dente, ha lo scopo di restituire al dente danneggiato la forma e la funzione originaria.

In caso di frattura del dente parziale, si applica il materiale composito, lavorandolo fino ad ottenere la forma originaria del dente.

Si fa ricorso invece all’utilizzo della capsula qualora la situazione del dente sia molto compromessa.

Qui è doverosa una precisazione.

Applicare una capsula dentale ovviamente garantisce una maggiore resistenza ma non una durata infinita.

Dovendo praticamente limare il dente naturale ai minimi termini per applicare la corona è bene essere sicuri della scelta in quanto è una tecnica non reversibile.

Se questa procedura non è di vostro gradimento sarà possibile chiedere al dentista di provare a ricostruire il dente anche se con il rischio di una nuova frattura

Generalmente, i materiali utilizzati per realizzare le capsule sono ceramica, porcellana o zirconio-ceramica.
In caso di trauma dentale grave, la soluzione sarà l’impianto dentale.

In pratica, inserendo un impianto al posto del dente danneggiato viene inserita una radice sostitutiva all’interno dell’arcata dentale e l’impianto, cioè una vite in titanio con perno moncone servirà da connessione tra la protesi in ceramica e l’osso della mascella o della mandibola.

Rappresenta l’intervento più complesso e più costoso, ma anche il più duraturo e sicuramente risolutivo.

Capsule dentali

La capsula dentale rappresenta una soluzione sia per i denti parzialmente danneggiati, sia per quelli devitalizzati.

Si tratta di un guscio, realizzato in ceramica, porcellana o zirconio, da applicare sul dente una volta ricostruito e monconizzato.

In caso di dente devitalizzato, la dinamica è pressoché la stessa; l’unica variante sarà la ricostruzione del dente con il supporto di un perno in fibra, volto a ridare stabilità alla struttura in composito, la quale, una volta monconizzata, svolgerà la funzione di appoggio per la corona.

Ricostruzione dente in composito

La ricostruzione dentale in composito rappresenta una tecnica risolutiva e molto rapida, indicata per il trattamento di uno o più denti danneggiati: consiste nell’inserimento di un materiale composito da ricostruzione nella parte mancante del dente; il dentista lavorerà tale materiale, in modo da ripristinare la forma originaria del dente.

Il composito viene fotopolimerizzato, diventando nel giro di qualche secondo molto resistente, e la colorazione sarà identica a quella del dente naturale.

Ricostruzione del dente devitalizzato?

L‘otturazione dentale consiste nella ricostruzione dentale e si tratta di una procedura molto semplice: l’obiettivo è contrastare l’effetto erosivo di una carie dentale.

Viene pulita la zona danneggiata per poi inserire un materiale, in genere un composito estetico, volto rimpiazzare le parti del dente rovinate, in modo da ricrearne la forma originaria; successivamente, una volta controllato e rifinito, verrà lucidato.

Impianto dentale

L’impianto dentale rappresenta una delle principali tecniche di ricostruzione, forse la più risolutiva per sostituire un dente eccessivamente rovinato.

Questa tipologia di intervento è indicata quando non è più presente il dente naturale o in caso di frattura della radice talmente grave da non poter essere curata.

L’impianto dentale proprio per la qualità dei materiali risulta uno degli interventi più costosi.

➡ Scopri di più: Guida agli impianti dentali e all’implantologia

Intarsio dentale

L’intarsio è un metodo di ricostruzione paragonabile all’otturazione.

Al contrario di quest’ultima però, l’intarsio viene realizzato in laboratorio odontotecnico: viene creato un calco della bocca del paziente; al suo interno verrà realizzato un tassello da inserire nella cavità orale.

Come costo, questo metodo è sicuramente più elevato rispetto all’otturazione, tuttavia, è bene sottolineare la resistenza garantita da questa metodica, di gran lunga maggiore rispetto all’otturazione tradizionale.

Fa male ricostruire un dente?

Ricostruire il dente non provoca dolore.

Viene effettuata l’anestesia prima dell’intervento, in modo da evitare qualsiasi tipo di problema.

Nel caso in cui il dente sia molto compromesso è possibile che il dentista proceda alla devitalizzazione del dente; anche in questo caso il dolore viene ridotto a un semplice fastidio grazie all’anestesia parziale.

In fase post-operatoria, è normale sentire un lieve fastidio nella zona coinvolta, sono sintomi naturali che non devono destare preoccupazione e che comunque scompariranno spontaneamente al massimo il giorno successivo.

L’anestesia

Durante l’anestesia sentirete un piccolo dolore provocato dall’ago della siringa utilizzato per introdurre l’anestetico nella gengiva.

Dopo pochi minuti comincerete dapprima a sentire del calore nella zona anestetizzata e successivamente la parte comincerà a intorpidirsi e sentirete formicolare tutta la zona interessata.

Potrete ancora parlare e comunicare con il dentista in caso di necessità in quanto l’anestetico viene solitamente inserito in una quantità tale da colpire solo la zona interessata alla lavorazione.

Nel caso in cui durante il lavoro sentite sensibilità al dente potrete chiedere al dentista di aumentare la dose di anestetico.

Cosa fare se si spezza un dente molare

dente molare spezzato

Di fronte ad un dente precedentemente indebolito da una devitalizzazione o da una grossa ricostruzione, sarà necessario valutare la quantità di dente rimasta, per poi eventualmente procedere all’applicazione di una capsula o di una corona dentale.

Davanti ad una frattura da carie, sarà invece necessario, in un primo momento, rimuovere la carie, con eventuale devitalizzazione annessa se il dente provoca dolore e successivamente si potrà procedere ad incapsulare il dente.

Qualora la frattura del dente sia estesa e abbia raggiunto la zona sottostante la gengiva, non è detto sia necessario estrarre l’elemento dentario.

Si può talvolta eseguire un lembo a riposizionamento apicale: questo consente la riduzione della gengiva circostante il dente e, in alcune situazioni, rimuovendo una piccola quantità di osso, è possibile esporre la rima di frattura, consentendo in tal modo il trattamento dell’elemento dentario.

Infine, una frattura data dal morso accidentale di un oggetto troppo duro potrà essere risolta con una semplice otturazione in materiale composito, qualora il dente interessato sia sano.

Quanto tempo ci vuole per ricostruire un dente?

Logicamente, è necessaria una visita specialistica, per consentire al vostro dentista di avere tutti gli elementi per valutare con cura la situazione. Ogni caso è diverso.

Quanto tempo dura un dente ricostruito?

Generalmente, l’otturazione e la ricostruzione in composito hanno una durata di alcuni anni: è necessario effettuare visite di controllo regolari.

Il ponte dentale ha una durata che varia dagli otto ai dieci anni ed oltre.

Per quanto concerne le capsule dentali, si va dai dieci ai quindici anni di vita.

L’impianto dentale resta l’intervento più resistente e duraturo, come affermato in precedenza. La sua durata può estendersi per tutta la vita del paziente, a meno che non si verifichino imprevisti.

Qual è il costo di una ricostruzione dentale?

Ovviamente, tutto dipende dalla tipologia di intervento.

Per darvi una visione più completa di tutti i prezzi  per la ricostruzione di un dente rotto abbiamo paragonato i prezzi medi delle cliniche odontoiatriche italiane con quelli del nostro studio dentistico.

 

Tipologia di ricostruzione dentale Prezzi Medi Prezzi Ireosdental
Otturazione € 80-120 € 50-80
Intarsio dentale € 250-350 € 150-200
Capsula dentale € 500 € 250-300
Impianto dentale completo € 1.500-2.500 € 900