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mercoledì 06.01.2021

Il mughetto: cause, sintomi e rimedi

mughetto orale

Il mughetto, detto anche comunemente candida orale, è un’infezione causata dal fungo Candida Albicans, caratterizzata dalla presenza di una patina biancastra che riveste il dorso della lingua, ma che può estendersi anche alle guance, gola, labbra e nei casi più gravi anche all’esofago.

L’infezione da Candida Albicans è possibile riconoscerla facilmente perchè sulla lingua compare improvvisamente una tipica patina pallida che ricorda il fiore mughetto, da qui il tipico nome.

Normalmente il fungo Candida Albicans vive a contatto con le mucose umane assumendo un ruolo determinante nella digestione degli zuccheri e contribuendo alla fermentazione ed all’assimilazione di alcuni nutrienti, coesistendo nel cavo orale insieme a molti altri microrganismi.

Quando però questo equilibrio viene alterato da alcune condizioni particolari come ad esempio un temporaneo abbassamento delle difese immunitarie, il fungo Candida Albicans può diventare patogeno sviluppando il cosiddetto mughetto.

Mughetto: come riconoscerlo

Come abbiamo già detto non è difficile accorgersi di un cambiamento del colore della nostra lingua. In altri nostri articoli abbiamo spiegato come la lingua già in passato era considerata lo specchio della salute generale dell’organismo e dalla sua osservazione chiunque di noi può trarre informazioni sul nostro stato di salute generale.

Il mughetto orale si manifesta con una serie di macchie biancastre che si sviluppano prevalentemente sul dorso linguale, talvolta queste macchie possono assumere un aspetto leggermente rilevato e col passare del tempo possono confluire in un’unica patina biancastra che arriva a rivestire tutta la lingua e può estendersi in altre zone della bocca.

Per quanto riguarda i sintomi associati al mughetto spesso è possibile osservare dolore alla deglutizione, mal di gola, bruciore alla bocca, alitosi e persistenza di un sapore sgradevole. Questi sintomi possono essere presenti ma non è raro imbattersi nella presenza di un’infezione da Candida Albicans assolutamente asintomatica, che non si associa cioè ad alcun segno clinico.

La diagnosi di candidosi è importante che venga effettuata da un medico o dal dentista, i quali procederanno ad effettuare una visita della bocca e confermeranno la diagnosi con un tampone faringeo che verrà analizzato in laboratorio.

In caso di dubbia presenza di mughetto ricordiamoci di contattare prontamente il medico in modo da individuare le cause che hanno portato alla comparsa dell’infezione e poter trattare prima possibile la patologia prima che sopraggiungano complicanze più importanti legate all’infezione.

Il mughetto nei neonati

Il mughetto è abbastanza frequente nei bambini e soprattutto nei neonati, in quanto avendo un sistema immunitario ancora non sufficientemente sviluppato, non riescono a contrastarne lo sviluppo.

Nei neonati si ha una contaminazione fisiologica da Candida Albicans quanto il nascituro attraversa il canale del parto, ma successivamente mediante l’allattamento al seno, sarà la madre a passare al bambino gli anticorpi necessari a contrastare lo sviluppo di una candidosi.

I neonati non allattati al seno in particolar modo sono soggetti allo sviluppo del mughetto in quanto sono sprovvisti degli anticorpi necessari a contrastare l’eccessiva crescita del fungo candida albicans; inoltre sono deficitari spesso anche della lattoferrina che dovrebbe essere trasmessa loro dal latte della madre. Questa proteina ha infatti proprietà immunomodulanti e antinfettive e non la si trova nel latte artificiale o nel latte sostitutivo di altri mammiferi.

Nei neonati, oltre alla comparsa della tipica patina biancastra, segno comune di infezione da candida albicans è il rifiuto del seno, del ciuccio e del biberon.

È molto importante in questo caso avvisare quanto prima il pediatra, adottare una serie di comportamenti volti a ridurre il mughetto come ad esempio sterilizzare regolarmente tettarelle e succhietti dopo l’uso, lavare bene le mani dopo aver cambiato il pannolino e prima di dare il seno al bambino e pulire la bocca del neonato con una garza imbevuta di acqua e bicarbonato. Sotto controllo medico potrebbe inoltre essere consigliabile intraprendere una somministrazione di bifidobatteri e lattobacilli per contrastare l’eccessivo sviluppo della candida.

Le cause del mughetto

Abbiamo già detto che la candida albicans è normalmente presente nel nostro organismo e vive a contatto delle nostre mucose orali ma questa non rappresenta patologia finché non si riproduce a ritmi eccessivi prendendo il sopravvento sulle altre popolazioni di batteri e funghi normalmente presenti nell’habitat del nostro cavo orale.

Vediamo di seguito quali sono le cause più frequenti che portano allo sviluppo del mughetto orale:

  • Un abbassamento temporaneo delle nostre difese immunitarie. Tutti sappiamo che le nostre difese immunitarie innate ci proteggono da virus batteri e funghi presenti nell’ambiente esterno. Nei momenti in cui queste vengono momentaneamente meno possiamo osservare come specie normalmente innocue di batteri o funghi, come ad esempio candida albicans, possano prendere il sopravvento e sviluppare una vera e propria infezione.
  • Uso prolungato di antibiotici. In condizioni normali funghi e batteri coesistono all’interno del nostro cavo orale e “si limitano a vicenda” in una sorta di competizione costante. Quando per necessità siamo costretti ad assumere antibiotici per un lungo periodo di tempo i batteri presenti in bocca muoiono lasciando più spazio alle specie fungine, sulle quali gli antibiotici non hanno effetto, le quali si sviluppano causando il mughetto.
  • Stress. Lo stress come tutti sappiamo può portare ad una diminuzione delle difese dell’organismo, soprattutto quando si associa ad un aumento dei ritmi per un lungo periodo o al poco riposo.
  • Gravidanza. Durante il periodo della gravidanza l’organismo della donna si adatta per essere meno reattivo dal punto di vista immunitario. Questa situazione appare ovvia se pensiamo che l’organismo della futura neomamma dovrà accogliere per 9 mesi un organismo simile ma non identico dal punto di vista genetico. In condizioni normali questo secondo organismo verrebbe attaccato dal sistema immunitario materno ma nel periodo della gravidanza ciò non avviene in quanto avviene una “rimodulazione” della risposta immunitaria. Questa minor reattività immunitaria può talvolta portare alla comparsa del mughetto.
  • Immunodepressione. Chi soffre di patologie autoimmuni quali lupus, connettivite o tiroidite di hashimoto è più soggetto allo sviluppo del mughetto. Anche chi ha una immunodeficienza acquisita (come nei casi di infezione da HIV) è più soggetto a questa patologia.

Mughetto: cura e rimedi

Una volta confermata la presenza di infezione da candida la prima cosa da fare è seguire una terapia antifungina a base di antimicotici.

I farmaci più utilizzati sono:

  • Nistatina: la nistatina è un farmaco antifungino che viene spesso utilizzato per la cura e la prevenzione del mughetto sia negli adulti che nei bambini e nei neonati. È presente in commercio col nome di Mycostatin.
  • Antimicotici azolici (miconazolo, fluconazolo e itraconazolo): sono farmaci largamente utilizzati per eliminare il mughetto, generalmente in pazienti adulti. In commercio sono presenti varie formulazioni alcune in compresse, altre composte da sospensioni orali da sciogliere in bocca. Il nome commerciale dei farmaci maggiormente utilizzati: Daktarin (miconazolo), Micotef (miconazolo), Diflucan (fluconazolo), Sporanox (itraconazolo).

La candidosi orale comunque è una patologia che si cura facilmente ed in breve tempo, ricordiamoci inoltre che la cura della patologia deve essere prescritta dal medico il quale baserà la terapia sulla storia clinica del paziente, scegliendo la terapia maggiormente indicata in base alle indicazioni ottenute da esami clinici e di laboratorio e prendendo in esame intolleranze ed eventuali allergie del paziente. È quindi vivamente sconsigliato improvvisare una terapia a casa senza essere prima stati visitati da un medico.

Infine ricordiamoci che se il mughetto interessa un neonato ancora allattato al seno, oltre la terapia da somministrare al piccolo paziente, che dovrà ovviamente essere prescritta dal pediatra, le eventuali cure antifungine dovranno essere estese al capezzolo ed all’areola della madre. Il seno materno in questo caso può infatti essere veicolo di infezione. Altrettanto importante, lo abbiamo già detto nel corso dell’articolo, sterilizzare bene tettarelle e ciucci dopo ogni uso.