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venerdì 03.11.2023

Intarsio dentale: cos’è, quanto cosa e quando si usa

intarsio dentale

L’intarsio dentale rappresenta una soluzione innovativa e minimamente invasiva nel campo dell’odontoiatria restaurativa, particolarmente adatta per riparare i danni causati da carie profonde o traumi ai denti molari e premolari.

In questa guida, aggiornata a novembre 2023, il dott. Giuseppe Genzano, dentista con un’esperienza trentennale, vi spiegheremo il processo di inserimento degli intarsi, evidenziando i loro benefici funzionali ed estetici.

Vedremo nel dettaglio i vantaggi sia funzionali che estetici, oltre alla scelta dei materiali come la ceramica e la resina, noti per la loro durabilità e compatibilità. Inoltre, vedremo il posizionamento degli intarsi dentali rispetto ad altre protesi fisse come corone e faccette e vi forniremo consigli utili in caso di distacco dell’intarsio.io.

Cos’è un intarsio dentale?

L’intarsio dentale anche chiamato restauro indiretto è un manufatto utilizzato nel campo dell’estetica dentale per curare i denti posteriori della bocca (molari e premolari) quando la carie dentale è troppo profonda o a seguito di un trauma importante quando la parte di dente sano non può essere curata con una semplice otturazione in composito.

In sostanza è una ricostruzione dentale che sostituisce una parte del tessuto dei denti perduto a causa di un trauma o una carie profonda.

Questo tipo di  manufatto garantisce una grande protezione ai denti posteriori, i quali subiscono un carico masticatorio superiore rispetto ai denti anteriori (canini e incisivi).

Al contrario della otturazione in composito, che viene realizzata direttamente dal dentista nel suo studio, l’intarsio viene costruito da un odontotecnico in laboratorio: da lì il nome restauro indiretto.

Questa tecnica viene anche utilizzata per sostituire vecchie otturazioni in amalgama con un materiale più duraturo, con una migliore resa estetica e più biocompatibile.

Come si applica l’intarsio dentale

L’intarsio dentale viene applicato direttamente nella cavità che si è venuta a creare all’interno del dente, ricostruendo la sua forma originaria.

Normalmente per inserire un intarsio dentale sono necessarie due sedute.

Durante la prima seduta, il dentista, prepara il dente per l’inserimento dell’intarsio e si preoccupa di prendere l’impronta dentale che servirà per creare il manufatto in laboratorio.

Nell’attesa della realizzazione dell’intarsio il dentista applica un otturazione provvisoria al paziente che verrà poi rimossa.

In laboratorio, gli odontotecnici specializzati, si occuperanno della ricostruzione del pezzo mancate così da ricreare perfettamente i punti di contatto del dente e di occlusione.

Nella seconda seduta viene dapprima rimossa l’otturazione provvisoria e poi applicato l’intarsio dentale.
L’intarsio viene inserito e correttamente fissato tramite delle tecniche di cementificazione tramite composito così da escludere possibili infiltrazioni batteriche.

Il dentista poi si occuperà di verificare il lavoro e rifinire il dente in caso di punti di occlusione non perfetti così da rendere la protesi perfetta.

Negli studi dentistici più specializzati e all’avanguardia è possibile applicare un intarsio dentale in una sola seduta grazie alle innovative tecnologie emerse in campo odontoiatrico.

Nell’ambito delle restaurazioni dentali, gli intarsi rappresentano una soluzione duratura e estetica per riparare i denti danneggiati. Ogni tipo si adatta a situazioni specifiche:

Tiopologie di intarsio

  • Intarsio Inlay: È l’ideale per restauri di piccola entità dove il danno non compromette le punte del dente, note come cuspidi. Si adatta perfettamente all’interno della cavità del dente.
  • Intarsio Onlay: Questa varietà si estende oltre l’inlay per includere uno o più cuspidi dentali. È perfetta per i denti posteriori, come molari e premolari, che richiedono un supporto maggiore a causa di una maggiore perdita di struttura dentale.
  • Intarsio Overlay: Quando il danno è più esteso e necessita di una copertura completa della superficie masticatoria del dente, l’overlay entra in gioco. Spesso considerato come una corona parziale, è capace di avvolgere tutte le cuspidi del dente, offrendo un restauro massivo.

Queste opzioni di restauro dentali non solo rafforzano i denti, ma migliorano anche l’aspetto estetico e la funzionalità masticatoria. È fondamentale scegliere il tipo di intarsio più adatto in base all’estensione del danno e alla posizione del dente da trattare.

Com’è realizzato un intarsio

L’intarsio dentale, un pò come la corona dentale, può essere realizzato con materiali differenti come l’amalgama, leghe metalliche, resine e ceramica.

La ceramica è certamente uno dei materiali più consigliati essendo biocompatibile, duraturo e molto simile ai denti naturali.

Qual’è il miglior materiale per l’intarsio dentale

I materiali impiegati sono tutti validi a seconda delle resa estetica che si vuole ottenere; l’importante è usare solo materiali di prima qualità e affidare il lavoro a un dentista e a un laboratorio odontotecnico specializzato.

Ovviamente il miglior materiale, secondo il nostro punto di vista, è quello che consente di ottenere la resa estetica migliore e la maggior durata nel tempo.

Un buon intarsio dentale deve riuscire a ricreare l’armonia del nostro sorriso adattandosi perfettamente in forma, dimensione e cromia.

Sicuramente i materiali più gettonati ad oggi risultano essere la resina e la ceramica, vediamo le differenze:

  1. Intarsi in Ceramica: sono particolarmente apprezzati per la loro lunga durata e biocompatibilità. La ceramica è resistente e funzionale, ideale per trattamenti destinati a durare nel tempo. Il suo grande vantaggio è l’aspetto estetico: la ceramica può essere personalizzata per simulare perfettamente con il colore naturale dei denti circostanti, offrendo così un aspetto del tutto naturale. Rispetto ad altre opzioni più invasive, gli intarsi in ceramica richiedono tempi e costi minori, e spesso si fatica a distinguerli dai denti naturali.
  2. Intarsi in Composito: composti da una miscela di materiali diversi, questi intarsi sono apprezzati per la loro malleabilità e capacità di essere modellati per adattarsi precisamente alla dentatura del paziente. Durante la procedura, il dentista modella il composito direttamente sul dente, che viene poi indurito con una luce speciale per assicurarne la fissazione. Sono una soluzione meno costosa e con una resa estetica inferiore rispetto a quelli in ceramica .

Intarsio in oro

L’intarsio dentale in oro è una pratica che ha radici storiche molto antiche nel campo dell’odontoiatria. Già migliaia di anni fa, le antiche civiltà utilizzavano l’oro per riparare i denti danneggiati. Nel corso dei secoli, l’oro è stato frequentemente adottato per la sua malleabilità, durata e inerzia chimica, caratteristiche ideali per l’uso dentale.

Nonostante l’avvento di materiali moderni, come la ceramica e i compositi, che offrono un aspetto più simile ai denti naturali e quindi risultano essere più richiesti per ragioni estetiche, l’intarsio in oro non è completamente scomparso dalla pratica odontoiatrica. Rimane una scelta valida per i restauri dentali, soprattutto quando la longevità e la resistenza sono prioritari, come nei denti posteriori che non sono in evidenza quando si sorride e dove le forze masticatorie sono più intense.

L’oro per uso dentale tipicamente non è puro al 100%, ma è un lega che può includere altri metalli come argento, platino e rame per migliorarne le caratteristiche meccaniche. Nonostante il suo costo elevato, la longevità dell’oro come materiale per restauri dentali può renderlo economicamente vantaggioso a lungo termine.

Nell’era moderna, l’utilizzo dell’oro in odontoiatria è diminuito a favore di soluzioni più esteticamente gradevoli ma continua a essere utilizzato in alcuni casi specifici, soprattutto per i pazienti che preferiscono la durata e la resistenza che questo metallo può offrire.

I vantaggi dell intarsio dentale

  • consente di recuperare perfettamente la funzione masticatoria dei denti
  • protegge il dente
  • ripristina la funzione estetica e l’armonia del nostro sorriso
  • è resistente e duraturo
  • garantisce una vita più longeva ai denti interessati.
  • sono facilmente modellabili e si adattano perfettamente sul dente

Approfondimento: Altre protesi dentali

Esistono diverse soluzioni nell’ambito delle protesi dentali fisse, oltre all’intarsio dentale, che possono aiutare a migliorare sia la funzionalità che l’aspetto dei denti. Eccone un paio:

Le capsule dentali, conosciute anche come corone, rappresentano una modalità per restaurare i denti rotti o indeboliti. Questa procedura si realizza limando il dente interessato, riducendolo a una piccola porzione chiamata moncone. Successivamente, si applica sopra questa struttura una capsula progettata su misura, che imita la forma e il colore dei denti naturali, ripristinando così la loro forma e funzione originale.

Le faccette dentali, invece, sono uno strumento di cosmesi dentale sottile e resistente, ideale per correggere imperfezioni estetiche minori come il diastema dentale o variazioni di colore (discromie). Queste lamine sottili vengono fissate alla parte frontale dei denti, richiedendo un intervento minimo sulla struttura originale. Una volta posizionate, le faccette vengono rifinite e lucidate per assicurare che il risultato sia il più naturale e armonico possibile.

Quanto dura un intarsio?

Per assicurare che un intarsio dentale duri nel tempo, è fondamentale seguire una buona routine di igiene orale. Ciò include lavare i denti dopo ogni pasto, usare filo interdentale e scovolini per rimuovere i residui di cibo, e utilizzare collutori adeguati. Tali abitudini non solo aiutano a mantenere in salute l’intarsio, ma sono anche essenziali per la salute dell’intera bocca.

Se curato adeguatamente, è possibile che un intarsio duri fino a 20 anni o addirittura per tutta la vita del paziente.

Inoltre è importante effettuare dei controlli regolari dal proprio dentista almeno 2 volte all’anno. Questi appuntamenti consentono al dentista di effettuare pulizie approfondite che mantengono lontani i problemi come la parodontite e le carie, che possono compromettere l’intarsio.

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Nonostante si possa essere diligenti nella pulizia quotidiana a casa, solo il dentista può rimuovere completamente alcuni tipi di residui.

Se mai l’intarsio dovesse danneggiarsi o staccarsi, è essenziale contattare subito il proprio dentista per una visita di controllo e risolvere il problema rapidamente, per assicurare il ripristino della funzione dentale senza ritardi.

Quanto costa un intarsio dentale?

La spesa per un intarsio dentale, possiamo dire, sia una via di mezzo tra un’otturazione e una corona dentale: generalmente siamo intorno ai 250 euro.

Può apparire eccessivo, come costo, ma bisogna ricordare l’utilizzo di ottimi materiali , che garantiscono risultati con durata anche oltre 20 anni. Pertanto, possiamo affermare che si tratta di una spesa giustificata

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Meglio l’intarsio dentale o la corona?

intarsio e corona dentale

Ovviamente questa scelta deve essere valutata del dentista di fiducia a cui vi siete rivolti per le cure.

In linea generale si opta per una capsula dentale quando la corona naturale del dente è quasi totalmente compromessa a causa di traumi importanti, legata a carie profonde non curate per tempo o per migliorare la resistenza dei denti devitalizzati che risultano più fragili e inclini a rotture.

La corona dentale viene anche utilizzata anche sui denti sani, dove non è possibile realizzare impianti ossei, per costruire ponti dentali per la sostituzione di uno o più denti mancanti.

L’intarsio dentale risulta una scelta meno invasiva rispetto alla corona e consente salvare più tessuto biologico naturale possibile oltre a donare un elevata resistenza nel tempo.

Intarsio dentale staccato cosa fare?

Nel caso in cui si sia staccato l’intarsio dentale o una parte di esso la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio dentista che si occuperà di ripristinare il lavoro in temi rapidi.

 


Faq: Le domande più frequenti per l'intarsio dentale

Quanto tempo occorre per inserire un intarsio dentale

Il tempo per applicare un intarsio dentale dipende dallo studio dentistico a cui ci rivolgiamo e dalle tecniche e tecnologie impiegate. Esistono studi in cui è possibile inserire l’intarsio in una sola seduta. Mediamente sono necessarie 2 sedute di 50 minuti ciascuna per l’inserimento definitivo dell’intarsio.

Quanto dura un intarsio dentale?

Questo dipende, come per i denti e le altre protesi, da quanto ce ne prendiamo cura. Se laviamo i denti accuratamente dopo ogni pasto e seguiamo i controlli periodici dal dentista (consigliamo almeno uno ogni 6 mesi) l’intarsio dentale può durare anche 20 anni o tutta la vita.

Cosa fare se l'intarsio si stacca

La prima cosa da fare, come detto anche nell’articolo, è rivolgersi al proprio dentista.