Faccette dentali

Quanto costano le faccette dentali nel 2026: prezzi per materiale, città e cosa cambia davvero

quanto costano le faccette dentali

In Italia una faccetta costa in media tra 200 e 600 € (fino a 1.700 € in ceramica nelle grandi città). Nella clinica Ireos Dental di Firenze una faccetta in ceramica integrale costa 300 €, al minimo del mercato, grazie al laboratorio odontotecnico interno.

Indice dei contenuti
  1. Cos'è una faccetta e quali materiali esistono
  2. Quanto costano le faccette in Italia
  3. Costo faccette dentali: tabella prezzi aggiornata 2026
  4. Quanto costano a città: Firenze, Milano, Roma, Bologna
  5. Perché i prezzi variano così tanto
  6. Costi nella clinica Ireos: 300 € la ceramica, Lumineers su preventivo
  7. Faccette in Italia o all'estero: conviene?
  8. Perché non conviene il low cost (anche in Italia)
  9. Come si mettono le faccette, passo dopo passo
  10. Quando le faccette non sono indicate
  11. Quanto durano, e quanto costano davvero all'anno
  12. Quando le faccette NON servono (e cosa fare invece)
  13. Detrazione fiscale e pagamento a rate
  14. Da chi mettere le faccette e come leggere un preventivo

Contenuto del team odontoiatrico di Ireos Dental. Revisione medica: Dott. Giuseppe Genzano, Direttore Sanitario, Ordine dei Medici di Firenze n. FI-167. Aggiornato a luglio 2026.

Una faccetta in ceramica può costare 300 € o 2.000 €. Stesso dente, spesso lo stesso tipo di materiale, e un prezzo che si moltiplica quasi per sette. Non è un errore di listino né una truffa: è il segnale che sul prezzo delle faccette pesano cose che quasi nessuno spiega. Questa guida parte dal numero (quanto costano davvero in Italia, per materiale e per città) e poi smonta il “perché variano così tanto”, con un metro di paragone concreto: nella clinica Ireos Dental di Firenze una faccetta in ceramica integrale costa 300 €, cioè al minimo delle fasce di mercato, mentre per le Lumineers il prezzo si definisce su preventivo. Più sotto trovi il motivo, e non è uno sconto.

Chi cerca il costo delle faccette porta spesso due timori insieme: spendere una cifra alta e “rovinarsi i denti sani”. Nelle prossime righe entrambi vengono affrontati con i numeri e con la procedura raccontata senza edulcorarla, comprese le controindicazioni e i casi in cui le faccette è meglio non farle.

Cos’è una faccetta e quali materiali esistono

Una faccetta è una sottile lamina che si applica sulla superficie visibile del dente (spessore indicativo tra 0,2 e 0,8 mm) per cambiarne forma, colore o allineamento. Copre solo la parte anteriore, non avvolge tutto il dente come fa la corona. È un intervento estetico, non terapeutico: non cura la carie e non raddrizza denti molto storti.

Il materiale è la prima variabile del prezzo. Le più diffuse:

  • Ceramica: tra le più richieste per l’elevata estetica e la resistenza nel tempo. La ceramica non assorbe pigmenti da cibi e bevande, mantenendo il colore inalterato; con la giusta cura può durare oltre 10 anni.
  • Composito: resina applicata direttamente sul dente, un’alternativa più economica e meno invasiva rispetto alla ceramica. Spesso si applica in un’unica seduta ed è riparabile: in caso di scheggiature può essere ricostruito. In cambio ha una durata inferiore, in media 5-7 anni, e si macchia più facilmente.
  • Disilicato di litio (una ceramica ad alta resistenza, spesso venduta col nome commerciale E-max): combina elevata resistenza e ottima estetica; con una corretta manutenzione può superare i 15 anni.
  • Lumineers: faccette in ceramica integrale ultra-sottili (ceramica senza sottostruttura metallica), molto resistenti ed estetiche. Quando i denti sono già ben allineati, il caso permette spesso di applicarle senza limare (approccio no-prep, cioè “senza preparazione”), in circa due appuntamenti: impronta e applicazione.

Questa pagina si concentra sul costo; se ti interessa il funzionamento in sé, la clinica ne parla in cosa sono le faccette dentali e quando si usano.

Quanto costano le faccette in Italia

In media il costo per mettere una faccetta dentale in Italia oscilla tra le 200 e le 600 euro per dente, ma è una media che nasconde forbici molto ampie. Contano il materiale, la tecnica e, come vedremo, la città.

Per materiale, il composito parte più in basso; la ceramica sale. Il prezzo per singola faccetta in ceramica si aggira tra 600 e 1.700 euro, mentre il composito varia tra 200 e 600 euro per dente. Complessivamente, l’applicazione delle faccette comporta una spesa che oscilla dai 300 euro fino a un massimo di 1.700 euro a dente, a seconda di cosa si sceglie e di dove ci si trova.

Costo faccette dentali: tabella prezzi aggiornata 2026

Le fasce che seguono sono prezzi di mercato per singolo dente (non prezzi di una singola clinica): servono a inquadrare quanto può costare ciascun materiale.

Tipo di faccetta Prezzo medio per dente
Faccetta in composito dai 100 € ai 700 €
Faccetta in porcellana dai 150 € ai 2.100 €
Faccetta in zirconio dai 190 € ai 2.600 €
Lumineers dai 160 € ai 2.700 €
Faccette E-max dai 180 € ai 2.500 €
Faccetta in ceramica feldspatica dai 100 € ai 320 €
Faccetta same-day dai 200 € ai 2.800 €

La differenza tra il minimo e il massimo di ogni riga è il cuore del problema: perché la stessa Lumineers può costare 160 € o 2.700 €? La risposta è nel prossimo blocco.

Quanto costano a città: Firenze, Milano, Roma, Bologna

Il luogo pesa quanto il materiale. A Firenze il prezzo di una faccetta in ceramica oscilla tra i 300 e i 1.000 euro. In altre parti d’Italia e nelle città come Milano, Bologna e Roma le faccette arrivano a costare anche tra i 1.500-1.700 euro circa. A parità di dente e di materiale, quindi, spostarsi di duecento chilometri può raddoppiare la spesa: c’entrano i costi di gestione dello studio, il posizionamento commerciale e le abitudini del mercato locale, non necessariamente la qualità del lavoro.

Sei a Firenze o dintorni? Prima di limare qualsiasi dente, in visita mostriamo il caso e diciamo anche quando le faccette NON servono. La prima visita nella nostra clinica comprende la radiografia panoramica e la TAC dentale, tutte gratuite, e si chiude con un preventivo scritto voce per voce, senza impegno.

Siamo in Piazza Giacomo Puccini 4, a Firenze (zona Novoli). Per prenotare o solo per una domanda: 370 3655374, anche su WhatsApp, oppure dal modulo contatti.

Come nascono le faccette nel nostro laboratorio interno e quanto costano lo trovi nella pagina dedicata: le faccette dentali nella nostra clinica di Firenze.

Perché i prezzi variano così tanto

Se un materiale può passare da 160 € a 2.700 €, il prezzo racconta poco della faccetta e molto di chi la fa. Cinque fattori spiegano quasi tutta la forbice.

  1. Il materiale e la tecnica. Composito e ceramica non costano uguale, e dentro la ceramica il disilicato di litio o una lavorazione ultra-sottile alzano il prezzo.
  2. Quanti denti. Il preventivo cambia se si trattano quattro incisivi o dieci elementi. Attenzione a chi conteggia un “set completo” quando basterebbero i denti che si vedono davvero quando si parla.
  3. Lo stato di partenza. Una carie da curare, una gengiva infiammata o del tartaro da rimuovere vanno sistemati prima: sono voci che dovrebbero comparire separate nel preventivo, non nascoste nel prezzo della faccetta.
  4. La tecnologia e l’esperienza dell’operatore. Impronta ottica, progettazione al computer, autore con formazione dedicata: incidono sul costo e, spesso, sul risultato.
  5. Chi realizza la faccetta: laboratorio interno o esterno. È il fattore più sottovalutato, ed è quello che spiega meglio di ogni altro le differenze estreme. La maggior parte degli studi invia l’impronta a un laboratorio odontotecnico esterno, che progetta e realizza la faccetta e aggiunge il proprio ricarico. Uno studio con laboratorio odontotecnico interno quel passaggio non lo ha.

Su quest’ultimo punto conviene fermarsi, perché è dove nasce la differenza tra 300 € e 900 € per lo stesso dente.

Costi nella clinica Ireos: 300 € la ceramica, Lumineers su preventivo

Nella clinica Ireos Dental di Firenze una faccetta in ceramica integrale costa 300 € a dente; per le Lumineers il prezzo si definisce su preventivo, caso per caso. Il 300 € è un numero fisso, non una fascia: si trova accanto alle altre voci nel listino trasparente della clinica, insieme a prestazioni della stessa famiglia estetica come la corona in ceramica integrale (330 €) o quella in zirconio-ceramica (250 €).

Il motivo del prezzo non è uno sconto e non è un materiale scadente: è il laboratorio odontotecnico interno. L’impronta non parte verso un laboratorio esterno che ci mette sopra il suo margine; la faccetta si progetta al computer e si realizza in sede. Come dichiara il sito della clinica da anni, sono i “laboratori odontotecnici interni che ci consentono di realizzare in proprio i nostri dispositivi medici e gli acquisti centralizzati di grossi volumi”. Tradotto: nel prezzo non c’è l’intermediario. Ecco perché una faccetta in ceramica sta al minimo del range fiorentino (300-1.000 €) invece che al centro.

Dalla pratica della nostra clinica

La domanda che sentiamo più spesso davanti a un preventivo faccette è “dov’è la fregatura a 300 €?”. Non c’è: la faccetta semplicemente non fa un viaggio. Dall’impronta ottica alla ceramica finita, il lavoro resta tra le nostre mani, senza un laboratorio esterno che aspetta il suo turno e aggiunge il suo margine. E poi c’è una cosa che diciamo in visita più di quanto ci si aspetti: molti arrivano convinti di aver bisogno di dieci faccette, e alla fine ne bastano quattro, quelle che si vedono davvero quando si sorride e si parla. Prima di limare mostriamo il caso, e diciamo anche quando NON farle.

Faccette in Italia o all’estero: conviene?

È la domanda che quasi nessuna guida affronta, ed è comprensibile: sembra difensiva. Ma chi confronta i prezzi la incontra subito, perché all’estero le faccette costano meno. In Turchia si parla di cifre intorno ai 150-250 € a dente, con pacchetti “tutto compreso” (viaggio, hotel, più denti) che circolano online; l’Albania è entrata nello stesso circuito. Che all’estero costino meno è vero, e ha ragioni concrete: costo della manodopera e della vita più bassi. Ma “meno” non è automaticamente “conviene”, e il motivo sta in ciò che il pacchetto low cost non include.

  • Il follow-up. Un lavoro estetico su più denti si assesta nei mesi. Se qualcosa va rivisto (un bordo, l’occlusione, una faccetta che dà fastidio) a mille chilometri di distanza il controllo diventa un altro viaggio.
  • La garanzia gestibile. La garanzia scritta su un foglio vale quanto la possibilità reale di farla valere. Con una clinica in Italia la si esercita entrando dalla porta; con una clinica estera raramente.
  • La gestione delle complicanze. Se una faccetta si scheggia, si stacca o compare sensibilità, serve chi ha fatto il lavoro, non un secondo studio che deve prima capire cosa è stato fatto. Nella nostra pratica capita di rimettere mano a lavori estetici fatti altrove: rifarli da capo costa più del risparmio iniziale.
  • Viaggi e alloggio. Sono un costo reale, spesso non conteggiato nel preventivo “a dente” che sembra così basso.

Il senso non è che l’estero sia sempre da evitare, ma che il confronto va fatto sul costo totale nel tempo, non sul prezzo del singolo dente. In Italia esistono realtà (la clinica Ireos è una di queste, con 300 € a faccetta) che offrono un prezzo competitivo senza chiedere di attraversare un confine per l’assistenza. È il senso dello slogan che la clinica ripete da sempre: non serve scappare all’estero per curarsi i denti.

Perché non conviene il low cost (anche in Italia)

Il ragionamento sull’estero vale identico per le offerte low cost sotto casa. Un prezzo molto basso è spesso indice di materiali di scarsa qualità, procedure eseguite con poca precisione e compromessi sulla durata. I rischi concreti, quando si taglia sul lavoro, sono documentati:

  • distacco prematuro delle faccette, fratture, crepe o alterazioni di colore nel tempo;
  • carie sotto le faccette, dovute a un’adesione non perfetta e all’accumulo di batteri proprio dove non si vede;
  • problemi di occlusione (il modo in cui i denti superiori e inferiori si combaciano), che possono causare dolori mandibolari e usura dentale precoce;
  • infiammazioni gengivali e danni permanenti a causa di una cementazione errata.

Il “danno” quasi mai è la faccetta in sé: è la faccetta messa dove non andava, o fatta male. Ed è la ragione per cui una prima visita seria serve anche a dire di no.

Come si mettono le faccette, passo dopo passo

Questa è la parte che più spaventa, quindi va detta per intero. Per le faccette in ceramica tradizionale il dentista procede con la fresatura dei denti, cioè la limatura del dente interessato, eliminando uno spessore di 0,4/0,8 mm circa dalla superficie anteriore. La fase dura indicativamente 30 minuti e si esegue in anestesia locale, in modo che durante il trattamento non si avverta dolore.

Un punto va capito prima, non dopo: la fresatura è irreversibile. Una volta intrapresa questa strada non è più possibile cambiare idea, perché la rimozione di una parte di smalto, benché minima, non ricresce e può provocare ipersensibilità. Da quel momento su quel dente ci sarà sempre una copertura da rinnovare nel tempo.

Le fasi, nell’ordine:

  1. Preparazione e impronta. Si prepara il dente e si rileva l’impronta da inviare al laboratorio (in sede, dove c’è un laboratorio interno).
  2. Faccette provvisorie. Sui denti limati si posizionano provvisorie, che saranno sostituite quando le definitive sono pronte: non si resta mai senza.
  3. Cementazione definitiva. Si procede all’attaccatura definitiva delle faccette con apposite colle e resine.

Sul dolore, senza promesse assolute: la preparazione avviene in anestesia locale, quindi durante non si sente dolore; nei giorni successivi è possibile una sensibilità temporanea al caldo e al freddo, che di solito passa da sola. Non esiste un intervento “a rischio zero”: come ogni procedura odontoiatrica ha indicazioni, controindicazioni e possibili effetti transitori, ed è corretto conoscerli.

Quando le faccette non sono indicate

Non tutti possono o dovrebbero fare le faccette. Non sono una soluzione indicata per chi soffre di gengiviti, piorrea o bruxismo (il digrignamento notturno, spesso inconsapevole), perché il processo di limatura che precede il posizionamento potrebbe comportare la spaccatura, o addirittura la rottura, del dente indebolito o della stessa faccetta. Su un parodonto malato (il tessuto che sostiene il dente) l’estetica dura poco. In questi casi si cura prima la gengiva o si propone un bite notturno, e solo dopo si valuta l’estetica.

Quanto durano, e quanto costano davvero all’anno

Con una buona igiene e controlli periodici, le faccette in ceramica hanno una durata di 10 anni e oltre; poi vanno sostituite. Il composito dura meno, in media 5-7 anni, perché il materiale è meno stabile. Si leggono a volte cifre di 15-20 anni: sono massimi teorici legati ai casi migliori e alla manutenzione, non una promessa.

La durata cambia il modo di leggere il prezzo. Una faccetta in ceramica a 300 € che dura oltre 10 anni costa meno di 30 € l’anno; la stessa a 900 € ne costa 90. Il composito parte da meno ma va rifatto prima: sul lungo periodo la ceramica spesso conviene, e questo va messo nel conto quando si sceglie in base al solo prezzo iniziale. Per un approfondimento sulla manutenzione e sulla vita reale delle faccette, la clinica dedica una guida a quanto durano le faccette dentali.

Quando le faccette NON servono (e cosa fare invece)

Il modo più concreto per non spendere male è chiedersi se le faccette servano davvero. In molti casi il problema si risolve con altro, a costo minore e senza toccare lo smalto.

  • Se il problema è solo il colore, e i denti sono sani e ben allineati, spesso basta uno sbiancamento professionale: più semplice, più economico e non intacca lo smalto. Chi si sente proporre faccette quando basterebbe sbiancare ha diritto di chiedere il perché; conviene vedere prima come funziona lo sbiancamento dei denti.
  • Se i denti sono storti, la faccetta è quasi sempre la via sbagliata: coprire un dente storto non è raddrizzarlo. Spostare i denti è compito dell’ortodonzia, che è anche più conservativa: nulla da limare. Per l’allineamento la strada corretta è l’ortodonzia.
  • Se il dente è molto compromesso o devitalizzato, la faccetta non ha abbastanza dente sano su cui reggersi: lì la scelta corretta è la corona, che avvolge tutto il dente.

Detto altrimenti: le faccette stanno nel mezzo, dente sano ma esteticamente da correggere, quando si vuole restare il più conservativi possibile. Fuori da questo caso, di solito c’è un’opzione migliore.

Detrazione fiscale e pagamento a rate

Le prestazioni odontoiatriche danno diritto alla detrazione fiscale del 19% in dichiarazione dei redditi, sulla spesa sostenuta e documentata: un elemento che riduce il costo effettivo e che conviene considerare quando si tratta di più denti. Molte cliniche, tra cui Ireos Dental, propongono inoltre finanziamenti a tasso 0% per diluire la spesa. La detrazione richiede pagamenti tracciabili e fattura: conviene chiedere all’inizio come sarà documentata la spesa.

Da chi mettere le faccette e come leggere un preventivo

Il prezzo, da solo, dice poco. Un preventivo affidabile è quello che distingue le voci (la faccetta, l’eventuale cura preliminare, il materiale scelto) e che dietro ha un professionista verificabile. In Italia l’iscrizione all’Albo dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri si controlla in meno di un minuto sul portale pubblico FNOMCeO: è un criterio semplice per capire chi si ha davanti.

Nella clinica Ireos Dental il Dott. Giuseppe Genzano è Medico Chirurgo e Odontoiatra, laureato all’Università di Firenze, iscritto all’Ordine dei Medici di Firenze con il n. FI-167. La prima visita, con radiografia panoramica e TAC dentale, è gratuita, e alla fine si ha un preventivo scritto voce per voce, senza impegno. Chi cerca le faccette dentali a Firenze nella nostra clinica trova lì tutti i dettagli su come lavoriamo e sui casi che seguiamo; per prenotare, il numero è 370 3655374, anche su WhatsApp.

Prima visita e preventivo gratuiti. Per capire se le faccette servono nel tuo caso, e quante, la clinica Ireos Dental offre la prima visita con radiografia panoramica e TAC dentale gratuite. Piazza Giacomo Puccini 4, Firenze. Tel. 370 3655374, WhatsApp o modulo contatti.

Domande frequenti

Quanto costa una faccetta dentale?

Una faccetta in ceramica integrale costa in media tra 600 e 1.700 euro a dente in Italia, il composito tra 200 e 600 euro; nel complesso la spesa per singola faccetta va dai 300 ai 1.700 euro a seconda di materiale e città. Nella clinica Ireos Dental di Firenze una faccetta in ceramica integrale costa 300 €, cioè al minimo delle fasce di mercato, grazie al laboratorio odontotecnico interno; per le Lumineers il prezzo si definisce su preventivo.

Perché i prezzi delle faccette variano così tanto?

Perché sullo stesso dente incidono cinque fattori: il materiale (composito, ceramica, disilicato di litio), il numero di denti, lo stato di salute di partenza, la tecnologia e l’esperienza dell’operatore, e soprattutto chi realizza la faccetta. Uno studio con laboratorio odontotecnico interno non paga il ricarico di un laboratorio esterno, ed è il motivo per cui la stessa faccetta in ceramica può costare 300 € invece di 900 €.

Conviene fare le faccette all'estero?

All’estero (Turchia, Albania) le faccette costano meno perché costano meno la manodopera e la vita, ma il prezzo del singolo dente non include ciò che pesa nel tempo: follow-up, garanzia realmente esercitabile, gestione delle complicanze, viaggi e alloggio. Il confronto onesto si fa sul costo totale, non sul prezzo a dente. In Italia esistono realtà con prezzi competitivi — la clinica Ireos è a 300 € a faccetta — che evitano di dover attraversare un confine per l’assistenza.

Quanto durano le faccette dentali?

Le faccette in ceramica durano indicativamente oltre 10 anni con una buona igiene e controlli periodici; quelle in composito circa 5-7 anni, perché il materiale è meno stabile. La durata reale dipende dalla masticazione, dalla presenza di bruxismo e dalla cura quotidiana; a fine vita le faccette vanno sostituite.

Le faccette rovinano i denti sani?

Se sono ben indicate e ben fatte, no. Le faccette in ceramica tradizionale richiedono di limare 0,4/0,8 mm di smalto: è un passaggio irreversibile, ma di per sé non “rovina” il dente. I danni — carie sotto la faccetta, problemi di occlusione, infiammazioni — arrivano con indicazioni sbagliate o materiali low cost. Dove il caso lo permette, le faccette no-prep (senza limatura) restano reversibili.

Quante faccette servono per un bel sorriso?

Dipende da quanti denti si vedono quando si sorride e si parla. A volte bastano i quattro incisivi superiori, a volte servono da sei a dieci elementi. Il numero corretto si definisce in visita, dopo la radiografia: diffidare di chi propone d’ufficio un “set completo” senza aver contato i denti che rientrano davvero nel sorriso.

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